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25/2/2015

Belli, poeta e impiegato

Una mostra virtuale dell'Archivio di Stato di Roma ricostruisce l'attività lavorativa dell'autore dei "Sonetti romaneschi" nell'amministrazione pontificia: uno spaccato della burocrazia nella prima metà dell'Ottocento

il sito della mostra "Giuseppe Gioachino Belli. Impiegato nell'amministrazione pontificia (1807-1845)"
il sito della mostra "Giuseppe Gioachino Belli. Impiegato nell'amministrazione pontificia (1807-1845)"

L’Archivio di Stato di Roma presenta la mostra digitale “Giuseppe Gioachino Belli. Impiegato nell'amministrazione pontificia (1807-1845)”, realizzata con il kit open source Movio, incentrata sul grande poeta romanesco, che è stato impiegato nell’amministrazione pontificia.

L’Archivio di Stato conserva, infatti, presso quella che al tempo era la Direzione generale del Bollo, registro, Ipoteche e tasse riunite, il fascicolo personale di Giuseppe Gioachino Belli, che raccoglie la pratica della sua richiesta di pensione, presentata il 6 novembre 1844.

La mostra digitale esplora la documentazione nelle sezioni “Impiegati e burocrati al tempo di Giuseppe Gioachino Belli”, “Parenti e amici influenti” e “Belli, censore teatrale”. Grazie a queste carte si può ricostruire la carriera dell'impiegato Belli, dal 1807 al 1845, e ricomporre così il puzzle costituito dal curriculum del poeta romano, che per mantenersi – a causa dello stato di miseria in cui si ritrovò dopo la morte dei genitori – ebbe sempre il miraggio del posto fisso.

Nel Belli impiegato dell’amministrazione pontificia si possono ritrovare tematiche ancora oggi attuali: l'assenteismo, il poco attaccamento al lavoro monotono e mal pagato del dipendente pubblico, vissuto come un obbligo, ma comunque ambito. Parallelamente viene tratteggiato un mondo fatto di personaggi influenti, a cui doversi rivolgersi per ottenere una raccomandazione, indispensabile per arrivare all’ambito posto.




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