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11/6/2018

Casa Russolo, alla scoperta dell'artista e del musicista

A Portogruaro una galleria permanente dedicata all'esponente del Futurismo: il percorso espositivo presenta la sua opera di pittore, incisore e inventore di "intonarumori"

Luigi Russolo, Fanciulla
Luigi Russolo, Fanciulla

Il Comune di Portogruaro (Venezia) ha destinato la dimora cinquecentesca che già ospita il Centro Culturale con la Biblioteca Civica a divenire anche Galleria permanente dell’artista Luigi Russolo, uno spazio curato da Boris Brollo che, dal 15 giugno, prende il nome di Casa Russolo.

Nell'area interamente dedicata all’artista, che proprio lì ebbe in natali, viene esposta l’intera raccolta delle lastre originali di tutte le sue incisioni, insieme a un nucleo di suoi olii di proprietà del Comune e a un'ampia documentazione multimediale della sua produzione, della sua vicenda personale e artistica. Mentre la copia – gli originali sono andati tutti distrutti – tratta dal brevetto depositato di uno degli strumenti da lui creati – un “Intonarumori” della Collezione di Pietro Verardo sottolinea il ruolo fondamentale di Russolo nella musica del Novecento. Per l’occasione, dall’archivio storico del Comune riemerge l’importante carteggio con la vedova dell’artista, Maria Zanovello, in cui è documentato anche il dono alla città del quadro Impressioni di bombardamento.

L’obiettivo è presentare l’artista nella sua duplice veste di pittore e incisore, da un lato, ma anche e soprattutto di musicista: Russolo fu, insieme a Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Gino Severini e Giacomo Balla, il firmatario dei Manifesto della Pittura futurista. Iniziò l'attività artistica con la serie di originali incisioni, dal 1906 al 1913, documentate in Casa Russolo e, negli ultimi dieci anni di vita, ritiratosi sulle rive del Lago Maggiore, produsse una pittura paesaggistica e ritrattistica dichiaratamente “filosofica" che lui stesso definì «classico moderna».

Seguendo la passione familiare per la musica, nel 1913 scrisse L'arte dei rumori, ma l’artista non si accontentò di teorizzare il trionfale ingresso del rumore nella musica e inventò, a partire dal 1913, macchine straordinarie, gli intonarumori, in grado di modulare i rumori mediante una leva che tendeva o rilasciava una membrana. Questi nuovi strumenti rivoluzionarono la tecnica musicale, riproducendo la grande varietà di suoni della città e delle macchine nella vita moderna e rappresentando, per la prima volta, la possibilità di sintetizzare un rumore: Russolo progettò una ventina di diversi intonarumori divisi per timbro, proprio come in orchestra, che furono utilizzati per diversi concerti tra Modena, Milano, Genova, Londra, Dublino, fino a Parigi.




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