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11/7/2018

Castello del Buonconsiglio, nuovo allestimento per Castelvecchio

Il Museo trentino presenta un percorso espositivo inedito, frutto di una ricognizione del patrimonio conservato nei depositi che va ad integrare quanto già esposto. Il restyling verrà completato nel 2019 con il riallestimento anche degli ambienti del Magno Palazzo.

Castello del Buonconsiglio, Trento
Castello del Buonconsiglio, Trento

Il nuovo allestimento del Museo Castelvecchio nel Palazzo del Buonconsiglio a Trento espone per la prima volta al pubblico strappi di affresco medievali, dipinti su tavola appena restaurati, manufatti in vetro e lattimo decorati, maioliche, croci astile, ostensori, reliquari, reperti archeologici, inediti rilievi marmorei antichi, medaglie bronzee del Pisanello, e sculture lapidee policrome trecentesche.

Oltre agli oggetti di culto delle collezioni museali, come il piatto in vetro ametista con decorazioni a smalto eseguito a Murano nel 1450-1460, finora esposto solo in occasioni di mostre temporanee, il nuovo percorso è frutto di una completa ricognizione, riscoperta e restauro del ricco patrimonio museale conservato fino a oggi nei depositi, che raggiunge quanto è già esposto. Il nuovo percorso riguarda la parte più antica del castello, Castelvecchio, e rappresenta la prima tranche di lavori, che si concluderanno l’anno prossimo con il restyling espositivo anche del Magno Palazzo e che daranno un volto completamente diverso al museo. A dicembre 2018 anche la biglietteria che si trova nel bastione avrà un restyling con grandi pannelli scenografici, installazioni video informative. L’attuale bookshop diventerà il nuovo punto informazioni del museo, attraverso filmati, una ricostruzione in 3d delle fasi evolutive del maniero, cartine geografiche, postazioni multimediali con l’intento di mostrare al pubblico la rete dei castelli provinciali e la loro storia.

Il riallestimento segue un criterio cronologico con la scelta di contestualizzare gli ambienti del castello, con le proprie collezioni. Oltre la sala introduttiva alla visita, nell’area che ospitava la collezione egizia trova ora posto la raccolta archeologica, ampliata negli spazi e con alcune novità espositive. Dopo alcuni anni nei depositi torna infatti ad essere visibile il mosaico romano proveniente dal Doss Trento, assieme ad altri reperti esposti, reliquiari, fibule, capitelli, un sacramentario gregoriano del IX secolo, corredi sepolcrali di varie zone del territorio.

Nel nuovo spazio ricavato nell’andito alla Torre Granda vengono esposti, nella prosecuzione dell’itinerario che contempla stabilmente nuovi ambienti, alcuni rilievi lapidei come un leone di San Marco del XIV secolo, opera di Egidio da Campione, un affresco di San Giovanni e San Matteo proveniente dalla chiesa di San Biagio di Mori del XII secolo, un capitello proveniente dal Duomo della bottega d’ Arogno del XIII secolo. Tra gli oggetti più significativi dell’età medievale si possono ammirare diversi affreschi staccati, uno dedicato all’Adorazione dei Magi, all’Ascensione e all’Annunciazione, eseguito attorno al 1360-1370, il grande riquadro del mese di aprile-maggio del 1330 con il Re di Calendimaggio, proveniente dal Ciclo dei mesi di casa Franzinelli, restaurato per l’occasione, l’affresco della Battaglia proveniente da Castel Madruzzo, oggetto della recente donazione Larcher Fogazzaro, e ancora San Giorgio e la principessa, proveniente da Terres e la tavola della Madonna dell’Umiltà di fine Trecento realizzata da un pittore di ambito veneto.

Un’ulteriore sala è dedicata ai tanti oggetti, monili, e suppellettili che testimoniano la raffinatezza raggiunta dall’elegante età gotica, mentre l’itinerario prosegue infine con il grande ambiente dedicato all’“Autunno del Medioevo”, dove oggetti di oreficeria accompagnano grandi altari a portelle che testimoniano l’adozione di modelli figurativi e formali di provenienza germanica ad illustrare la composita cultura trentina. Il percorso si raccorda a questo punto con quello interno al Magno Palazzo, in una soluzione che, secondo il criterio cronologico, prosegue con le collezioni risalenti al XVI secolo, conducendo nella storia e nell’arte trentina.

Contestualmente al nuovo allestimento è stata inaugurata la rassegna “Madonna in blu. Una scultura veronese del Trecento”, dedicata a una rara scultura trecentesca in pietra policroma. Insieme con la Madonna allattante opera del “Maestro del sorriso”, la Madonna è tra le poche testimonianze rimaste di scultura lapidea veronese del XIV secolo nel Trentino. Proveniente dal complesso agostiniano di San Marco, la scultura è stata ora restaurata e ricondotta alle sue cromie originali, su tutte la veste blu di azzurrite che ne fa un unicum nel panorama artistico nazionale.




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