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30/11/2016

Centinaia di opere d’arte tratte in salvo nelle aree terremotate

Dipinti, sculture e arredi sacri sono stati recuperati e trasferiti da decine di chiese di Umbria e Marche danneggiate dal sisma

A un mese dall’ultima forte scossa di terremoto nell’Italia centrale, quella del 30 ottobre con epicentro vicino Norcia e Preci (Perugia), le squadre di rilevamento danni del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, insieme ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile e ai Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale, hanno recuperato centinaia di opere nei territori terremotati. Il ministro, Dario Franceschini, inoltre, ha nominato un soprintendente speciale per le aree colpite dal sisma: Paolo Iannelli, ingegnere del Mibact e componente dell’Ufficio Sicurezza del Patrimonio e Emergenze.

La maggior parte dei recuperi – oltre 320 – è stata effettuata in Umbria; le opere rimosse dalle chiese e dagli edifici crollati o danneggiati sono state trasferite nel deposito del Santo Chiodo a Spoleto (Perugia).

Gran parte delle opere è stata recuperata a Norcia. Molti i beni tratti in salvo dalla Basilica di San Benedetto, la cui facciata rimasta eretta tra le macerie è diventata l’emblema del sisima: dodici frammenti del rosone, una testa di statua raffigurante un vitello dalla decorazione della facciata, un ovale con cornice dorata dipinto su pietra, un dipinto del 1547 raffigurante la Resurrezione di San Lazzaro di Michelangelo Carducci e un dipinto del 1600 raffigurante Santa Scolastica tra Sant’Eutizio e Santo Spes; sei candelabri lignei dipinti.

Altri recuperi sono stati effettuati nelle chiese di Sant’Andrea, di Sant’Antonio Abate, di San Francesco, della Madonna Bianca, di Santa Maria della Cona, di Sant’Agostinuccio, del Crocifisso, di Santa Maria degli Angeli e ancora di San Michele Arcangelo, nella frazione Cortigno; di Sant’Antonio e di Sant’Apollinare, frazione Forsino.

Sempre a Norcia sono state rimosse alcune sculture dal Museo Civico della Castellina, tra le quali due statue raffiguranti la Madonna Assunta in ceramica policroma e l’Angelo Orante in ceramica bianca di Andrea e Luca della Robbia e due statue policrome in terracotta di Jacopo della Quercia. Sono state recuperate, inoltre, tre campane dalla Torre Civica del Palazzo Comunale.

Diversi i dipinti, le sculture e gli arredi rinvenuti nel Comune di Preci, nelle chiese di Santa Maria del Castello, del Santissimo Salvatore, di San Bartolomeo, della Madonna della Pietà, del Sacro Cuore. Dall’Abbazia di Sant’Eutizio è stato recuperato, tra gli altri beni, un dipinto su tela del 1596 raffigurante Sant’Antonio abate del pittore Cristoforo Roncalli detto il Pomarancio.

A Cascia (Perugia) sono state rimossi dipinti dalle chiese di San Giovenale, di San Giorgio e di San Procolo, in frazione Avendita.

Quasi 200 i recuperi nelle Marche, soprattutto in provincia di Macerata. Nel Museo Diocesano di Camerino sono state ricoverate oltre 130 opere dopo interventi a Caldarola, Castelraimondo, Cessapalombo, Sefro. L’elenco del Maceratese comprende anche decine di beni provenienti dalla Chiesa di San Francesco di San Ginesio, tra i queli dipinti attribuiti ad Andrea Boscoli e Domenico Malpiedi, nonché opere e arredi liturgici che si trovavano nella Pieve di Santa Maria Assunta di Ussita.

Vanno aggiunti, inoltre, i recuperi dalla Chiesa di San Giorgio ad Amandola (Fermo) e da quella di Santa Maria delle Grazie a Folignano (Ascoli Piceno).

Nel frattempo è proseguito anche l’impegno nel Lazio, in provincia di Rieti, nei comuni devastati dal terremoto del 24 agosto e dalle scosse successive, col trasferimento degli oggetti recuperati nel deposito di Cittaducale, presso la Scuola del Corpo Forestale. Quasi un centinaio le opere recuperate da chiese di Amatrice, quasi metà da Santa Savina, e di Accumoli.

In Abruzzo, infine, si è provveduto a recuperare le opere d’arte delle Chiesa di Santa Maria Assunta e di Santa Lucia a Montereale (L’Aquila) e a trasferirle nel deposito dell’Arcidiocesi dell’Aquila.

Una statua raffigurante San Francesco
Una statua raffigurante San Francesco


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