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15/3/2017

Collezione Salce, un museo per la grafica pubblicitaria

La prestigiosa raccolta ha trovato una sede museale a Treviso, nella Chiesa di Santa Margherita; ad aprile l'apertura dello spazio espositivo per le mostre temporanee, nel complesso di San Gaetano

Giovanni Maria Mataloni, Incandescenza Auer
Giovanni Maria Mataloni, Incandescenza Auer

Apre i battenti a Treviso il Museo Nazionale Collezione Salce, che è la più importante raccolta del settore della grafica pubblicitaria in Italia e in Europa, di proprietà del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Il corpus di opere viene collocato in due antichi spazi nel cuore della città, recuperati dal Mibact per la nuova funzione: si tratta della medievale Chiesa di Santa Margherita, oggi sconsacrata, e dell’edificio comunicante con la Chiesa di San Gaetano.

Nella chiesa di Santa Margherita stanno trovando collocazione, in grandi cassettiere tecnologiche, i 24.580 manifesti raccolti da Nando Salce e dalla moglie Regina Gregory, e, accanto ad essi, i laboratori scientifici indispensabili per garantire la loro perfetta conservazione e manutenzione. Come chiarisce Marta Mazza, direttrice del nuovo Museo, «naturalmente questi ambienti sono stati pensati per la conservazione e non per una fruizione pubblica allargata. Per ovvi motivi di conservazione e gestione l’accesso diretto a questo grande deposito sarà limitato agli studiosi».

Dall’8 aprile sarà invece aperto al pubblico lo spazio per mostre temporanee del Museo Salce, ricavato dallo storico immobile annesso alla Chiesa di San Gaetano, già Chiesa dei Cavalieri Templari con il titolo di San Giovanni al Tempio. Questi ambienti sono pronti ad accogliere mostre dedicate alla collezione che, ogni quattro mesi, ne illustreranno una sezione, un tema o un autore.

I visitatori avranno la possibilità di ammirare anche la chiesa ancora consacrata di San Gaetano, che grazie a questo progetto viene finalmente riaperta. Per l’apertura degli spazi museali sono state previste tre mostre di un ciclo denominato “Illustri persuasioni. Capolavori pubblicitari dalla Collezione Salce” che parte con quella dedicata alla “La Belle Epoque”; le due successive riguarderanno i manifesti del periodo “Tra le due guerre” e, infine, “Dal secondo dopoguerra al 1962”.

Per questa sua passione di collezionista Nando Salce volle essere affiancato anche di esperti al massimo livello, creando una rete di rapporti che gli garantirono il meglio di quanto veniva proposto in Italia nel settore della grafica pubblicitaria. Così come riuscì a intessere rapporti di collaborazione con editori e tipografi specializzati nel ramo pubblicitario – Wild e Tensi di Milano, Alessandro Marzi di Roma, Salomone di Roma, Chappuis di Bologna, Ricordi di Milano, Cassan di Tolosa, Hirth's Verlag e Bruckmann di Monaco di Baviera – con le ditte e le aziende committenti, con gli stessi cartellonisti – del Mataloni, l’autore del primo manifesto collezionato, rimase ammiratore fedele, al punto da commissionargli il disegno della sua carta intestata – con gallerie specializzate, come la Sagot di Parigi.



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