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25/5/2015

Csac, un nuovo museo nella Certosa di Parma

Inaugurato il percorso espositivo del Centro Studi e Archivio della Comunicazione: uno spazio multifunzionale dedicato alle arti visive e progettuali

È stato aperto al pubblico, nell’Abbazia di Valserena, conosciuta anche come la Certosa di Parma, il percorso espositivo del museo del Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma (Csac), che conserva un patrimonio di oltre 12 milioni di materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. I materiali sono suddivisi in cinque sezioni: “Arte” (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17 mila disegni), “Fotografia” (con oltre 300 fondi e più di nove milioni di immagini), “Media” (settemila bozzetti di manifesti, duemila manifesti cinematografici, undicimila disegni di satira e fumetto e tremila disegni per illustrazione), “Progetto” (1,5 milioni di disegni, 800 maquettes, duemila oggetti e circa 70 mila pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e “Spettacolo” (cento film originali, quattromila video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).

Con il nuovo Archivio-Museo dello Csac – fondato nel 1968 da Arturo Carlo Quintavalle e in seguito diretto da Gloria Bianchino – nasce un nuovo spazio multifunzionale, dove si integrano un archivio, un museo e un centro di ricerca e didattica. Una formula che potenzia le attività di consulenza e di supporto all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione di cataloghi e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei, tra cui il Moma di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid.

Il percorso espositivo, attraverso gli spazi della grande chiesa cistercense, della sala delle colonne, della sala ipogea e della corte delle sculture, rappresenta la complessità delle collezioni con oltre seicento opere in mostra articolate in sedici sezioni: dall’arte alla moda, dal design alla fotografia, dall’architettura alla pubblicità fino al disegno della satira, con opere e progetti di Lucio Fontana, Giorgio Armani, Gianfranco Ferré, Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Nizzoli e Bellini per Olivetti, Man Ray, Luigi Ghirri, Dorothea Lange, Giò Ponti, Pier Luigi Nervi, Giuseppe Samonà, Armando Testa, Tullio Pericoli, Vincino. Chiude il percorso la monografica dedicata alla cultura figurativa e progettuale degli anni Sessanta e Settanta con opere di artisti entrate nelle collezioni dello Csac, come Enrico Baj, Mario Ceroli, Luciano Fabro, Emilio Isgrò, Enzo Mari, Giulio Paolini, Michelangelo Pistoletto, Mario Schifano, Ettore Sottsass, Emilio Tadini.

La sala delle colonne espone il lavoro di studio delle opere conservate nell’archivio della sezione “Arte” con un percorso cronologico dai disegni di Mario Sironi alla “Poesia Visiva”, insieme a documenti progettuali e di lavoro. Ai visitatori viene offerta anche la possibilità di consultare, su prenotazione, i materiali degli archivi conservati nelle aree dell’Abbazia non aperte al pubblico. La sala ipogea, introdotta da Il Sentimento della Rivoluzione di Fausto Melotti, integra l’itinerario della scultura creato nella corte dell’Abbazia, che comprende numerosi lavori di grandi dimensioni. Infine, lo Csac ha in programma progetti didattici per le scuole primarie e secondari e, iniziative speciali per i visitatori e aperture straordinarie con eventi a tema.

Emilio Tadini, Museo dell'uomo, Donne che corrono in riva al mare, 1974, acrilico su tela, 261x400cm
Emilio Tadini, Museo dell'uomo, Donne che corrono in riva al mare, 1974, acrilico su tela, 261x400cm


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