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16/4/2019

Europeana, tre priorità per il 2019

Il business plan punta sul miglioramento del servizio “core”, sulla sua espansione e sulla partecipazione a progetti di innovazione

La Fondazione Europeana, l’organizzazione indipendente che gestisce la biblioteca digitale europea, ha pubblicato il business plan per il 2019, frutto della collaborazione con i partner del consorzio, il Forum degli aggregatori di Europeana (Eaf) e l’Associazione del network di Europeana (Ena), che vedono entrambi la partecipazione di CulturaItalia.

Il documento, dal titolo “La nostra cultura comune”, individua tre priorità: il miglioramento del servizio “core”; la collaborazione con i partner per ampliare la portata del servizio; la partecipazione a progetti di innovazione. Il bilancio complessivo sfiora i sei milioni di euro (5.926.748), di cui 5.792.456 finanziati dalla Commissione europea e 126.792 dagli Stati membri.

Per quanto riguarda il cuore del servizio di Europeana, la sfida sarà l’ulteriore sviluppo dei prodotti finali, affinché raggiungano un maggior numero di insegnanti, ricercatori e appassionati della cultura. Le risorse allocate ammontano a 5.325.780 euro, la maggior parte del bilancio. Sarà anche sviluppato il servizio di aggregazione e pubblicazione dei dati (Metis) per facilitare il lavoro con gli aggregatori nazionali.

Un parte cruciale del lavoro sarà il miglioramento di Europeana Collections: l’obiettivo è che queste collezioni ricevano almeno 500 mila visite al mese. Nel corso del 2019, Europeana Collections, che già dà accesso a oltre 50 milioni di oggetti digitali, si arricchirà ulteriormente, con tre nuovi canali tematici – giornali, archeologia e scienza – e quattro nuove mostre. Sono già online le sezioni sui temi dell’archeologia e dei giornali e una mostra dedicata alle donne pioniere nelle arti, nelle scienze e nella società.

Riguardo alla seconda priorità, l’estensione del servizio “core”, alla quale sono stati destinati 489.740 euro, è stato lanciato a gennaio un nuovo progetto sui “Servizi generici”, Culture Commons, al quale partecipano 24 partner e otto partner associati, per migliorare l’infrastruttura di aggregazione in Europa. L’obiettivo è aggiungere 5,7 milioni di nuovi dati, tra i vari livelli di adesione a Europeana.

Ci sono poi altri due progetti relativi allo sviluppo dei servizi generici: Enrich Europeana, che punta a realizzare una piattaforma di crowdsourcing che permetta ai cittadini di trascrivere materiali di interesse e arricchire le collezioni di Europeana e degli aggregatori nazionali, ed Europeana Media, che punta ad aumentare la visibilità mediatica di Europeana.

Infine, l’innovazione. L’agenda dell’innovazione, per la quale sono stati stanziati 111.229 euro, si fonda su quattro pilastri: strategia istituzionale e impatto; innovazione tecnologica; cambiamento sociale e innovazione economica. A proposito di innovazione, va ricordato che la Fondazione Europeana è partner fondatore del progetto Time Machine, che punta a utilizzare l’intelligenza artificiale per la digitalizzazione di massa delle collezioni.

Il 2019 porterà cambiamenti anche nella comunità di Europeana, che è cresciuta e conta 2.300 professionisti. L’anno si è aperto con l’elezione di nuovi membri nell’Europeana Network Association (Ena), tra i quali una rappresentante dell’Iccu, l’Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane e per le informazioni bibliografiche; quindi si è riunito il Forum degli aggregatori di Europeana, con CulturaItalia inserita tra i partner accreditati; a novembre a Lisbona si terrà una grande conferenza che permetterà ai membri dell’Ena di confrontarsi e discutere dei programmi futuri.

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