Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina

Ricerca per: IndiceArticoliOpac SBNEuropeana

Pagina dei contenuti


sei in: Home » Federigo Melis, la guerra vista dall'Africa
Esplora

Regioni

mappa regioni italiane Lombardia Valle D'Aosta Liguria Toscana Lazio Campania Sicilia Sardegna Calabria Puglia Umbria Emilia Romagna Veneto Friuli Venezia Giulia Trentino Alto Adige Marche Abruzzo Basilicata Molise Piemonte

scegli la regione


Seguici su:




linkedin





slideshare



 

4/3/2015

Federigo Melis, la guerra vista dall'Africa

Una mostra virtuale raccoglie le testimonianze epistolari e fotografiche dell'economista negli anni del secondo conflitto mondiale, vissuti tra l'Etiopia e il Kenya, dove fu prigioniero in un campo di detenzione inglese

mostra "Federigo Melis in Africa Orientale 1940-1944"
mostra "Federigo Melis in Africa Orientale 1940-1944"

“Federigo Melis in Africa Orientale 1940-1944. La guerra attraverso documenti e testimonianze dal suo archivio” è la mostra virtuale online realizzata dalla Fondazione Istituto Internazionale di Storia Economica Francesco Datini di Prato con il kit open source Movio, nell'ambito del progetto europeo AthenaPlus.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare l’archivio di Federigo Melis (Firenze, 31/08/1914 – Firenze, 26/12/1973), rilevante per la particolarità del materiale e la possibilità di arricchire il bacino di testimonianze originali relative alla Seconda Guerra Mondiale. Inoltre, la mostra svela un aspetto particolare della vita di Melis, noto per essere stato uno storico dell’economia medievale, ma il cui percorso negli anni giovanili è sicuramente meno conosciuto.

Melis – ventiseienne tenente della Regia Aeronautica – partì il 5 giugno del 1940 da Napoli con l’ordine di scortare dei documenti segreti ad Addis Abeba in Etiopia e di ritornare in patria nel mese di agosto. L’entrata in guerra dell’Italia cambiò le cose ed egli si vide costretto a restare in Africa, dove venne assegnato all’ufficio amministrativo del comando di Addis Abeba. Catturato dagli inglesi mentre si trovava in un ospedale militare, dopo una serie di trasferimenti, nel 1942 raggiunse il 3rd General Hospital di Nyeri in Kenya, dove rimase fino al rientro in Italia che avvenne il 29 settembre 1944. La prigionia e i problemi di salute che ne derivarono lo indussero ad abbandonare definitivamente la vita militare per dedicarsi agli studi e all’insegnamento.

Il folto carteggio inviato alla moglie Gabriella è composto da lettere, telegrammi e cartoline: per allestire la mostra è stata fatta una selezione di questi documenti corredati da foto e, in particolare, dalla relazione sui campi di prigionia inglesi, scritta a circa un mese dal rientro in Italia ed inviata alla Segreteria di Stato vaticana.

La mostra è stata costruita seguendo due criteri, cronologico e iconografico, e articolata in due sezioni: nella prima, “L’Africa tra speranze e delusioni”, è possibile seguire le tappe della permanenza di Melis in Africa. La seconda sezione, “Testimonianze dall’Africa”, è dedicata a una serie di gallerie di immagini che comprendono le cartoline, le foto e le lettere.

Significativi sono i disegni che egli realizzò in alcune lettere: si può dire che Melis fosse un precursore della multimedialità perché unì i testi scritti alle immagini, agli oggetti e perfino agli odori, descrivendo la flora o i pasti che consumava, per far sì che sua moglie lo seguisse in ogni momento della giornata.

L’immagine simbolo dell’esposizione è il “cane prigioniero” che testimonia la grande nostalgia di Melis e che ricorre nei disegni realizzati per celebrare il terzo anniversario di matrimonio. I disegni dei luoghi africani sono pochi, ma tra di essi emergono le piantine di Addis Abeba e Gimma: grazie al tool “hotspot” di Movio è stato possibile arricchire le due mappe, rendendole navigabili con brani di lettere, cartoline e foto.




iconaInserisci un nuovo commento




captcha