Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina

Ricerca per: IndiceArticoliOpac SBNEuropeana

Pagina dei contenuti


sei in: Home » Archivi » Fondazione Torino Musei, 48 mila schede per scoprire le collezioni
Esplora

Regioni

mappa regioni italiane Lombardia Valle D'Aosta Liguria Toscana Lazio Campania Sicilia Sardegna Calabria Puglia Umbria Emilia Romagna Veneto Friuli Venezia Giulia Trentino Alto Adige Marche Abruzzo Basilicata Molise Piemonte

scegli la regione


Seguici su:




linkedin





slideshare



 

Focus

20/6/2017

Fondazione Torino Musei, 48 mila schede per scoprire le collezioni

L’ente torinese, all’avanguardia nell’apertura dei dati, partecipa a CulturaItalia con migliaia di risorse digitali della Gam, del Fondo Gabinio, di Palazzo Madama e del Mao

Fondazione Torino Musei
Fondazione Torino Musei

Quasi 48 mila dati della Fondazione Torino Musei sono consultabili su CulturaItalia, 47.758 per l’esattezza. Riguardano il patrimonio culturale dei quattro musei torinesi gestiti dall’ente: Palazzo Madama - Museo Civico d’Arte Antica, Gam - Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Mao - Museo d’Arte Orientale e Borgo Medievale. Rappresentano un nucleo consistente delle risorse digitali relative alle raccolte museali, che complessivamente contano più di 150 mila opere d’arte e abbracciano oltre duemila anni di storia.

La Fondazione ha pubblicato una piattaforma di open data, dati – sulle opere, i restauri, i prestiti, l’affluenza di pubblico – liberamente accessibili e riusabili senza limiti di brevetto: sono distribuiti, infatti, con licenza Creative Commons 3.0, che ne permette la condivisione e la modifica. Ciò vuol dire che questi materiali possono essere riprodotti, comunicati, esposti, rappresentati con qualsiasi mezzo e formato; non solo, possono essere mescolati, trasformati e riusati per qualunque fine, anche commerciale. L’idea è che il loro potenziale di conoscenza si sviluppi proprio attraverso la redistribuzione, il riuso e l’integrazione con altre fonti.

In questa prospettiva si colloca la partecipazione a CulturaItalia, che raccoglie dai fornitori, organizza e mette a disposizione degli utenti milioni di informazioni descrittive delle risorse culturali del paese – i metadati – e svolge il ruolo di aggregatore nazionale per Europeana, la biblioteca digitale europea, e per altre reti.

Aderendo al progetto aperto e collaborativo di CulturaItalia, la Fondazione Torino Musei mette a disposizione i contenuti relativi alle collezioni online di Palazzo Madama, della Gam, del Mao e del Fondo Mario Gabinio, con licenza d’uso Creative Commons - CC0 1.0 Universal Public Domain Dedication.

Da CulturaItalia, dunque, sono accessibili le schede anagrafiche di tutte le opere corredate di fotografia presenti nei cataloghi informatizzati dei musei. Il dataset più ampio disponibile è quello della Gam, con 29.377 record. A seguire l’Archivio Fotografico - Fondo Gabinio con 11.404, Palazzo Madama con 4.936 e il Mao con 2.041.

Per quanto riguarda la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea – che vanta oltre 45 mila opere tra dipinti, sculture, installazioni, fotografie, disegni, incisioni e video – le schede messe a disposizione si concentrano soprattutto sul XIX secolo; gli autori più presenti sono Carlo Ceppi, Domenico Morelli, Carlo Nigra, Massimo D’Azeglio, Costanzo Antonelli, Ettore De Fornaris, Alfredo Cesare Reis Freire D’Andrade, Giovanni Battista De Gubernatis e Antonio Fontanesi.

Notevole anche il corpus del Fondo Mario Gabinio, uno dei più importanti dell’Archivio Fotografico della Fondazione (a sua volta tra i più importanti archivi tematici d’Italia, specializzato sul patrimonio museale, monumentale e artistico del Piemonte): del fotografo torinese (1871-1938) sono schedate opere riguardanti il patrimonio architettonico piemontese, il paesaggio di montagna e la natura morta.

Le quasi cinquemila schede di Palazzo Madama sono un assaggio, con una prevalenza del XVII secolo, dell’assai più ricca collezione museale, comprendente oltre 60 mila opere di pittura, scultura e arti decorative dal periodo bizantino all’Ottocento.

Le duemila del Museo d’Arte Orientale, infine, rispecchiano la collezione, che spazia tra cinque aree culturali – Asia meridionale, Cina, Giappone, Regione himalayana, Paesi islamici dell’Asia – lungo un arco cronologico che va dal IV millennio a.C. al XX secolo d.C.



Collegamenti

Articoli correlati In rete

iconaInserisci un nuovo commento




captcha