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10/10/2012

Forte di Bard, un percorso multimediale nelle prigioni

Nelle celle un nuovo itinerario espositivo alla scoperta della storia della fortezza valdostana, dall’anno Mille ai giorni nostri. Un filmato ricostruisce l’assedio delle truppe napoleoniche

Un nuovo spazio museale permanente va ad arricchire la storia del Forte di Bard in Valle d’Aosta. Dai primi di ottobre, infatti, sono state aperte al pubblico le Prigioni della fortezza divenuta il principale polo culturale della regione alpina. Le celle della struttura carceraria, collocate all’interno dell’Opera Carlo Alberto, ospitano con i lavori di completamento effettuati, un itinerario storico che guida il visitatore alla scoperta della storia del sito militare, per secoli strategico luogo di transito. In particolare, attraverso filmati, documenti e ricostruzioni 3D di grande impatto si può conoscere l’evoluzione architettonica della fortezza e i personaggi che ne hanno segnato i principali avvenimenti storici dall’anno Mille alla sua ricostruzione, nel 1830, sino ad arrivare ai giorni nostri.
 
La struttura ospita ventiquattro celle, tutte di dimensioni molto ridotte, disposte lungo quattro sezioni precedute da una galleria d’ingresso che è stata dedicata alla rappresentazione iconografica del Forte (antiche stampe, dipinti e riproduzioni d’autore). Il percorso di visita, accompagnato da un filmato relativo all’opera di restauro e ricostruzione del Forte avvenuta tra il 1996 e il 2006 e visibile nell’atrio della struttura, conduce il visitatore ad accedere alle prime quattro sale della prima sezione dove è possibile vedere, attraverso postazioni caratterizzate da modelli tridimensionali rappresentativi dell’epoca romana, medioevale, del Cinquecento, Seicento e Settecento, la trasformazione del forte.
 
Nelle successive sale è invece possibile apprezzare un filmato che dà voce ai personaggi che hanno contrassegnato l’episodio più significativo della storia del Forte: l’assedio da parte delle truppe napoleoniche. Di non minore importanza è anche la seconda sezione nella quale Napoleone Bonaparte, il generale francese Louis-Alexandre Berthier e il capitano austriaco Joseph Stockard Bernkopf svelano strategie offensive e difensive della battaglia combattuta nella primavera del 1800. Nello specifico il percorso è impreziosito dalle proiezioni dei disegni del topografo e pittore Pietro Bagetti e dagli scritti di Stendhal, testimoni privilegiati della storia di Bard.
 
La terza parte del percorso presenta invece la testimonianza del capitano del Genio militare Francesco Antonio Olivero cui Carlo Felice di Savoia affidò la ricostruzione del Forte dopo il passaggio di Napoleone. Vengono proiettati all’interno di una cella immagini e documenti: un rilievo del Forte del 1829 e un progetto del 1830.  Elementi di non poco interesse sono presentati anche dalla quarta sezione che ha come protagonista Camillo Benso conte di Cavour “prigioniero” di lusso durante la ricostruzione. Nella sezione sono presenti anche alcuni oggetti della vita quotidiana.
 
Infine nell’ultima sala si ripercorre la decadenza e la rinascita del Forte nel corso del Novecento con un’intervista a Ferdinando Jacquemet, testimone vivente in grado di raccontare l’ultimo capitolo della storia di Bard. Il percorso culmina con la proiezione di un’animazione che ripercorre l’evoluzione degli insediamenti militari sulla rocca di Bard dall’anno Mille ad oggi.
 
Al percorso è abbinata un’offerta di quattro laboratori didattici elaborati a seconda delle diverse fasce d’età degli studenti, dalla scuola dell’infanzia sino alla scuola secondaria di primo grado.
Forte di Bard
Forte di Bard


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