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27/6/2018

Galleria Nazionale San Marino, nuovo museo d'arte moderna e contemporanea

La struttura museale, allestita stabilmente nelle Logge dei Volontari, presenta al pubblico spazi e servizi rinnovati, un’area per la consultazione degli archivi, delle bibliografie, della fototeca e dell’emeroteca. L’evento rientra nel decimo anniversario dell'Iscrizione del centro storico e del Monte Titano nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità Unesco

Enzo Mari, Dialogo tra Fidia, Galileo, Duchamp, i sette Nani, l'Idiota, 1986, installazione polimaterica di 23 pezzi
Enzo Mari, Dialogo tra Fidia, Galileo, Duchamp, i sette Nani, l'Idiota, 1986, installazione polimaterica di 23 pezzi

Si apre il 7 luglio la Galleria Nazionale San Marino, il nuovo Museo d’Arte Moderna e Contemporanea della Repubblica di San Marino, con allestimento e servizi rinnovati, come lo spazio per la consultazione degli archivi, delle bibliografie, della fototeca e dell’emeroteca. L’evento si tiene in occasione del 10º anniversario dell'Iscrizione di San Marino nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità Unesco. La Galleria Nazionale, avrà sede stabile nelle Logge dei Volontari, un edificio realizzato alla fine degli anni Trenta, ristrutturato per l'occasione.

Il museo è un progetto degli Istituti Culturali promosso dalla Segreteria di Stato Cultura della Repubblica di San Marino, in collaborazione con il Maga di Gallarate (Varese), coordinato da Emma Zanella e Alessandro Castiglioni, e si presenta con un allestimento che raccoglie una selezione di opere, tutte appartenenti alla Collezione d'Arte Contemporanea dello Stato di San Marino, composta da più di mille esemplari, di alcuni dei nomi più conosciuti della storia italiana del Novecento, come Renato Guttuso, Emilio Vedova, Sandro Chia, Enzo Cucchi, Corrado Cagli, Giuseppe Spagnulo, Enzo Mari, Luigi Ontani, accanto a quelle di importanti autori della scena artistica sammarinese: Marina Busignani Reffi, Walter Gasperoni, Gilberto Giovagnoli e Patrizia Taddei. Il percorso, suddiviso in quattro aree, corrisponde ad altrettanti nuclei storico-tematici, ognuno dei quali offre un focus di approfondimento su un particolare evento nella storia dell’arte di San Marino del Ventesimo secolo, come le Biennali Internazionali di San Marino, il Progetto Spagnulo-Manzoni, la Scala Santa di Enzo Cucchi, l’intervento di Maurizio Cattelan.

La prima sezione, “Il secondo dopoguerra tra realtà e astrazione”, presenta gli autori essenziali per tracciare i contorni del dibattito teso tra realtà e astrazione nel secondo dopoguerra in Italia: dal realismo sociale di Renato Guttuso, qui con La resa (1945), all’astrattismo di Emilio Vedova che con Foresta Vergine-Dal Diario del Brasile (1954). Tra questi due poli, s’inseriscono i lavori di Renato Birolli con Vigna (1952), che adotta un linguaggio figurativo sintetico e non naturalistico capace di leggere la poesia delle piccole cose, e di Corrado Cagli con The Arunta Boat (1951) che propone un’immagine figurativa in cui l’elemento onirico-fantastico s’intreccia felicemente con segni primitivi. A questi maestri si affianca Achille Perilli che con Diagramma della realtà umana (1958) si situa nel clima informale della seconda metà degli anni Cinquanta. All’informale conduce anche Vita embrionale (1960), il dipinto di Marina Busignani Reffi, capace di chiudere in una espressione formale sintetica, non descrittiva, il sentimento delicato e profondo della maternità.

La seconda sezione “Arte contemporanea e linguaggi sperimentali” copre un arco temporale, che si muove tra gli anni Settanta e Novanta e che si concentra sui linguaggi sperimentali che si sviluppano a partire dall’arte concettuale fino alla fotografia contemporanea e mette in luce una linea di continuità tra opere e autori molto eterogenei, ma accomunati da un medesimo sguardo sperimentale verso le arti visive. Figura fondamentale è Patrizia Taddei, prima artista di San Marino tra gli autori collezionati dalla Galleria Nazionale a progettare nel 1973 un intervento performativo di carattere concettuale, documentato attraverso una serie di fotografie. S’incontrano poi le opere di Giuseppe Spagnulo e Mimmo Jodice, che si concentrano su San Marino: Jodice ha lavorato a un progetto fotografico dedicato proprio alla Città e al Monte Titano nel 1990, mentre Spagnulo ha realizzato una serie di sculture, disegni e bozzetti per una scenografia che accompagna una composizione musicale di Giacomo Manzoni.

Il terzo nucleo di opere “Un nuovo classicismo tra tradizione e innovazione” riflette sul ritorno alla pittura, caratteristico dell’arte europea degli anni Ottanta: la Transavanguardia è rappresentata in collezione da Prima Bella Mostra Italiana (1995), un’opera a quattro mani di Sandro Chia ed Enzo Cucchi che condensa l’idea di fondo del movimento teorizzato da Achille Bonito Oliva come territorio espressivo in cui figurazione classica e infantile, segno descrittivo e sommario, riferimenti a figure ancestrali, utilizzo non accademico di materie e tecniche, conducono a un linguaggio libero e sostenuto da una grande energia creativa. Collocata all’esterno della sede della Galleria Nazionale, ma con essa profondamente legata per storia e linguaggio, è La Scala Santa di Enzo Cucchi, opera permanente realizzata nel 1987 sulle pareti della Scala Santa dell’ex Monastero di Santa Chiara oggi Università di San Marino. Allo stesso anno appartiene l’opera Lingua di un ½ giapponese di Gilberto Giovagnoli, cui si affianca Walter Gasperoni con B – 1º (1973). Chiudono la sezione due lavori, uno di Luigi Ontani, L’uccello all’appello del cappello (1995-1997) che inscena il dialogo tra un mitico cantastorie-giullare medioevale e un piccolo uccellino, l’altro di Enzo Mari, con Dialogo tra Fidia, Galileo, Duchamp, i sette nani, l’Idiota, è un’allegoria costituita da 23 pezzi in gesso, legno, ceramica, ferro, carta, stoffa, vetro, bronzo, ottone, cemento, progettata e realizzata per la XLII Biennale di Venezia del 1986.

Lungo il percorso, il museo propone, inoltre, un Archivio Performativo dedicato ai progetti realizzati negli anni più recenti, fino alla stretta contemporaneità, che rientra nelle attività di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio Unesco della Repubblica di San Marino e la cui caratteristica è quella di essere costantemente aggiornato con nuovi allestimenti.





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