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11/1/2013

RESTAURANDO

Giovanni dalle Bande Nere, dalla tomba luce sui misteri

Si è conclusa a Firenze l’ultima ispezione sulla sepoltura del condottiero. I dati emersi rivelano alcune novità sulla sua vita e raccontano una lunga storia di conservazione  

Arte e scienza si sono incontrate a Firenze per l’ispezione, tra il 19 novembre e il 10 dicembre 2012, della Sepoltura di Giovanni de’ Medici, detto Giovanni dalle Bande Nere, e di sua moglie Maria Salviati, all’interno della Cripta del Museo delle Cappelle Medicee. Il recupero è stato finanziato dalla Società italiana di ortopedia e traumatologia, facente capo al professor Gino Fornaciari, sostenuta dal Dipartimento Radiologico dell’area fiorentina - Radiologia Ospedale di Santa Maria Nuova, per competenza della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Provincie di Firenze, Prato e Pistoia e dall’Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di Restauro di Firenze.
 
I dati emersi dall’indagine sulla tomba di Giovanni dalle Bande Nere, padre di Cosimo I de’ Medici, granduca di Toscana, e della moglie non costituiscono solo un importante tassello per le vicende della coppia, ma raccontano anche un’antica storia di tutela: da sempre a Firenze la conservazione delle tombe è considerata non secondaria, ma parte integrante per la preservazione del patrimonio storico.
 
È venuto alla luce, innanzitutto, un biglietto che ricorda l’ispezione avvenuta nel 1945, ad opera di Gaetano Pieraccini e Giuseppe Genna, preceduta da un’indagine ancora più antica avvenuta nel 1857, quando «in una cassa di legno fatta ad arca, coperta di velluto lacero, e chiusa dentro ad altra composta rozzamente di assi, furono trovate le ossa di Giovanni dalle Bande Nere. Fu constatato che esistevano tutte le ossa tranne quelle delle mani; il teschio era chiuso nell’elmo, lo stinco destro, tagliato dal chirurgo, in seguito al colpo di artiglieria».
 
L’ultima ispezione si è resa necessaria per verificare lo stato conservativo a seguito dei danni arrecati dall’alluvione, come già avvenuto per altre tombe nel 1966. Dopo l’allestimento del cantiere, diretto da Andrea Niccolai, e il sollevamento del grosso macigno che copriva il vano funebre, sono state rimosse le casse di zinco contenenti i resti ossei. All’interno della cassa di Giovanni de’ Medici un contenitore in vetro, simile a una lunga provetta, conservava la carta su cui Pieraccini aveva lasciato scritti i dati dell’ispezione effettuata tra il 1945 e il 1947. Lo stesso oggetto è stato trovato anche nella cassa della moglie, Maria Salviati, il cui scheletro si è presentato in condizioni ben peggiori a causa della presenza di acqua sul fondo.
 
L’opera di recupero è stata condotta in circa venti giorni, che hanno prodotto un nuovo e dettagliato studio dei resti, il risanamento delle sepolture e la collocazione in nuove e idonee casse. Le analisi paleopatologiche, antropologiche e mediche dei resti scheletrici, eseguite, attraverso l’utilizzo di moderne tecnologie, hanno svelato importanti novità, relative all’affascinante condottiero: è emerso, ad esempio, che Giovanni dalle Bande Nere aveva una corporatura robusta, tipica del condottiero e del cavaliere; nonostante fosse di muscolatura possente, sono state rivenute tracce di ernia vertebrale, a causa della considerevole pesantezza dell’armatura dell’epoca; inoltre, è stato confermato che prima di morire subì un intervento chirurgico. Il condottiero fu sepolto con i suoi discendenti, prima nella Sagrestia Vecchia di San Lorenzo, poi nella cripta del mausoleo di famiglia, solo nel 1685, anno in cui il granduca Cosimo III de’ Medici ordinò il segreto trasferimento della salma dalla Chiesa di San Domenico a Mantova, luogo in cui inizialmente era sepolto.
 
Prima di riporre le due casse in loco, Cristina Acidini, soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, ha inserito un documento in cui attesta per i posteri il terzo sopralluogo effettuato.     
Apertura della tomba di Giovanni dalle Bande Nere e di Maria Salviati, Firenze, Cappelle Medicee
Apertura della tomba di Giovanni dalle Bande Nere e di Maria Salviati, Firenze, Cappelle Medicee


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