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Focus

27/3/2014

Grande Guerra, Franco Marini: “Fare memoria in un’ottica europea”

Il presidente del Comitato per gli anniversari, intervenuto a Roma alla conferenza sulle raccolte digitali sul primo conflitto mondiale, ha annunciato le iniziative per il centenario. Dal progetto “14-18”, coordinato dall’Iccu e collegato a Europeana Collections, 250 mila contenuti 

Sito 14-18. Documenti e immagini della Grande Guerra
Sito 14-18. Documenti e immagini della Grande Guerra

Europa e tecnologia sono state le parole chiave della conferenza internazionale “La Grande Guerra nelle raccolte nazionali ed europee: materiali, immagini e testimonianze”, che si è tenuta oggi a Roma nella Biblioteca Nazionale Centrale.

«Una memoria della Grande Guerra non può che essere una memoria europea», ha detto Franco Marini, presidente del Comitato storico scientifico per gli anniversari di interesse nazionale istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il senatore ha illustrato i punti del programma che il Comitato ha elaborato per ricordare, a un secolo di distanza, la Prima Guerra Mondiale, sottolineando che «questo “fare memoria” non può che essere compiuto in un’ottica europea». Il piano prevede, tra l’altro, il restauro di cento sacrari (una piccola rappresentanza di quelli esistenti), iniziative nelle scuole, attività di comunicazione e convegni di studio, perché «con una riconquistata distanza critica, e con la coscienza che questo centenario è anche occasione per colmare lacune o incomprensioni, si tratta prima di tutto di porre le basi per conoscere, sapere, studiare». Tra gli eventi in fase di ideazione ci sono una mostra al Vittoriano e un concerto a Redipuglia diretto da Riccardo Muti. Per quanto riguarda la parte culturale, sono molti – secondo Marini – gli argomenti che meriterebbero un approfondimento, dall’interventismo alla questione cattolica al ruolo delle donne.   

Sulla necessità di una memoria europea condivisa ha concordato anche Flavia Nardelli Piccoli, segretaria della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, che ha insistito sul concetto di partecipazione attiva dei territori e dei cittadini non solo per perpetuare la memoria di un conflitto epocale, ma per produrre nuova cultura facendo uscire i materiali dagli archivi, valorizzandoli e riutilizzandoli.

La parlamentare ha sottolineato, inoltre, la centralità del sito “14-18. Documenti e immagini della Grande Guerra”, promosso dall’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane e per le Informazioni Bibliografiche del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Il progetto vede impegnati oltre all’Iccu la Biblioteca di Storia Moderna e Contemporanea, il Museo Centrale del Risorgimento, la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma e la Biblioteca Universitaria Alessandrina, istituti che custodiscono importanti fondi dedicati alla Grande Guerra. Rossella Caffo, direttrice dell’Iccu, ha fatto un bilancio del lavoro svolto finora: 250 mila immagini caricate tra fotografie, materiale a stampa, manoscritti, materiale grafico, periodici e cimeli.

“14-18" si inserisce in una più ampia cornice europea: l’Iccu, infatti, è tra i partner di Europeana Collections 1914-1918, il progetto finanziato dall'Unione Europea per la digitalizzazione e l'aggregazione su una piattaforma web di 400 mila risorse sulla Grande Guerra. L’anno scorso in Italia sono state organizzate tre giornate di raccolta di documenti e reperti dell’epoca: 4.400 oggetti e 320 testimonianze sono stati digitalizzati grazie alla partecipazione dei cittadini, che hanno risposto all’invito a contribuire alla memoria collettiva con diari, album di famiglia, lettere dal fronte, medaglie al valore e altri ricordi.  

Dal sito “14-18”, inoltre, grazie al software open source Movio, è nata anche la mostra virtuale “Vedere la Grande Guerra. Immagini della Prima Guerra Mondiale”, curata da Marco Pizzo, direttore del Museo Centrale del Risorgimento, con percorsi tematici (sull’arte, la donna, il lutto, la memoria moderna) e gallerie fotografiche.

Quanto a Europeana Collections 1914-1918, i paesi partner sono otto ma molti di più sono quelli da cui sono giunti i contributi degli utenti: una ventina, compresi Stati lontanissimi dal Vecchio Continente, come l’Australia o la Nuova Zelanda. Delle prospettive del progetto ha parlato Jill Cousins, direttrice di Europeana Foundation, indicando chiaramente la strada da percorrere: «da portale a piattaforma». Europeana Collections dovrà diventare uno spazio per costruire contenuti culturali, all’insegna del pubblico dominio e del riuso.   




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