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10/10/2016

Il nuovo Centro Pecci, più spazio all'arte contemporanea

La struttura di Prati riapre dopo l’ampliamento a forma di navicella spaziale dell’architetto Maurice Nio e la riqualificazione dell’edificio originario di Italo Gamberini

Il prossimo 16 ottobre è calendario il Grand Opening del nuovo Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, dopo l’ampliamento a forma di navicella spaziale dell’architetto di stanza a Rotterdam Maurice Nio e la riqualificazione dell’edificio originario di Italo Gamberini. Fondato nel 1988, il Centro Pecci si appresta a diventare un punto di riferimento internazionale: la sua missione è, infatti, quella di indagare tutte le discipline della cultura contemporanea, toccando anche cinema, musica, perfoming arts, architettura, design, moda e letteratura, cercando al contempo di avvicinare il più possibile l’arte alla società.

A questo scopo il nuovo Centro, oltre a spazi espositivi più che raddoppiati, ha a disposizione anche l’archivio e la biblioteca specializzata, che conta un patrimonio di oltre 50 mila volumi, il teatro all’aperto, un cinema-auditorium, uno spazio performativo all’interno delle gallerie, una libreria, un ristorante, un pub-bistrot.

Un luogo non solo espositivo, ma il più versatile e trasformabile possibile, basato sulla sperimentazione e su una relazione dinamica con il suo pubblico, divenendo un luogo particolarmente attivo con il prolungamento dell’apertura alla sera, quando alle mostre si affiancano performance, concerti e proiezioni, ma anche conferenze, laboratori e corsi.

La mostra inaugurale, intitolata “La fine del mondo”, a cura di Fabio Cavallucci, occupa l’intera superficie espositiva del museo, arricchita da un programma di eventi collaterali e interventi multidisciplinari. In esposizione opere di artisti internazionali come lo svizzero Thomas Hirschhorn, il cubano Carlos Garaicoa, il cinese Qiu Zhijie o il brasiliano Henrique Oliveira.

Henrique Oliveira, Transarquitetonica, 2014, legno, mattoni, fango, bambù, PVC, compensato, rami di albero e altri materiali, 500x1800x7300cm; Museu de Arte Contemporânea, San Paolo (Brasile); foto: Everton Ballardin
Henrique Oliveira, Transarquitetonica, 2014, legno, mattoni, fango, bambù, PVC, compensato, rami di albero e altri materiali, 500x1800x7300cm; Museu de Arte Contemporânea, San Paolo (Brasile); foto: Everton Ballardin


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