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31/5/2016

In visita al nuovo Museo Archeologico di Verona

La struttura museale che sorge sul Teatro Romano è stata riaperta dopo i lavori di riallestimento e ampliamento. Più spazio alla didattica e all'esposizione, che permette di esplorare la vita quotidiana nella città di duemila anni fa

Nuovo Museo Archeologico di Verona al teatro Romano; progetto: Studio Grisdainese; realizzazione allestimenti: Bawer spa; foto: Alessandra Chemollo
Nuovo Museo Archeologico di Verona al teatro Romano; progetto: Studio Grisdainese; realizzazione allestimenti: Bawer spa; foto: Alessandra Chemollo

Riaperto al pubblico il 28 maggio, il Museo Archeologico al Teatro Romano, a Verona, è stato rinnovato e ampliato; l’edificio del Museo sorge dal XV secolo, come convento dei Gesuati, sul fianco del colle di San Pietro a picco sopra il Teatro Romano: a questo è strettamente collegato avendo inglobato alcune parti del complesso architettonico antico.

L’accesso al rinnovato Museo avviene dal rinascimentale palazzetto Fontana sorto sulla struttura scenica del teatro. L’edificio, interamente restaurato, prevede due piani dedicati alla didattica con un allestimento che permette anche attività di laboratorio per le scolaresche.

Il percorso museale attraversa tre piani espositivi: il primo, situato al quinto livello dell’ex convento, è uno spazio quadrato che si affaccia sul Chiostro dei Gesuati; il secondo corrisponde al piano sottostante e si compone del nuovo cortile coperto, dell’ex refettorio e di una serie di stanze minori tra cui tre celle monastiche; il terzo, ancora inferiore, è costituito dalla sala delle iscrizioni.

Partendo dal piano superiore del convento i visitatori sono via via condotti nella quotidianità della Verona di due millenni fa, illustrata nelle sezioni “Abitare a Verona”, “Le necropoli”, e “Gli edifici pubblici”. “L’Arco dei Gavi” e “L’Anfiteatro romano”, sono rappresentati da due plastici rispettivamente ottocentesco e settecentesco. Completa la sezione dedicata agli edifici pubblici la presentazione de “Il Teatro romano” nei suoi vari aspetti: la struttura architettonica, i documenti sugli spettacoli e i reperti dagli scavi, le sculture che celebravano personaggi eminenti. Conclude il percorso al piano superiore una sezione dedicata al Santuario di Iside e Serapide, luogo di culto situato nella zona del complesso teatrale dove erano venerate le due divinità di origine egizia.

Scendendo al piano sottostante, attraverso la curva dello scalone in pietra che ricalca in parte un percorso romano, si entra nel nuovo cortile coperto, dove si ammirano sculture in pietra e bronzo che ornavano i luoghi pubblici della città. Si entra quindi nel refettorio, dedicato alle grandi sculture romane rinvenute a Verona, per poi accedere alla sezione riservata alla “Scultura di collezione”, testimonianza del gusto, della passione per l’antico e dell’amore per la propria città di personaggi veronesi eminenti, come i Giusti, Jacopo Muselli, Gaetano Pinali. Sul corridoio di collegamento si aprono tre celle monastiche in cui sono esposti oggetti di piccole dimensioni, provenienti dal territorio e di collezione: bronzetti preromani e romani e oggetti legati alla vita quotidiana, come vetri dai meravigliosi colori, lucerne, recipienti.

Una sezione della sala verso il teatro è destinata alle esposizioni temporanee e, in occasione della riapertura al pubblico, è presentata la mostra “L’Egitto a Verona”. Si prosegue nel chiostro del Museo dove sono state risistemate iscrizioni e stele, con numerosi esempi di scultura funeraria, opera di botteghe di lapicidi che in epoca romana lavoravano il calcare locale. Dal chiostro si entra nella chiesa del convento che ospita la sezione dedicata ai mosaici, in bianco e nero e policromi, da Verona e dai dintorni. Dalla chiesa si passa alla Grande Terrazza, riaperta al pubblico nel 2002 con un allestimento che è rimasto invariato; vi sono esposte, all’aperto, lapidi funerarie ed elementi architettonici a integrazione di quanto visto all’interno del Museo. Il percorso termina con la sala al piano inferiore, che accoglie are e lapidi dedicate agli dei romani venerati nel Veronese.




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