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22/7/2019

Indices, un progetto europeo per misurare l’impatto della cultura digitale

L’Iccu coordina un consorzio di 14 partner di nove paesi che svilupperà una metodologia e produrrà analisi per aiutare i decisori politici a valutare le trasformazioni sociali ed economiche indotte dalla digitalizzazione del patrimonio culturale

È stato approvato il progetto Indices (Measuring the Impact of DIgital Culture) finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del programma quadro per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020, bando “Governance for the future”, area “Digitising and transforming European industry and services” (Dt-Governance-13-2019), della durata di 36 mesi.

Il consorzio è formato da 14 partner di nove paesi europei ed è coordinato dall’Iccu, l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane e per le informazioni bibliografiche del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Mibac), con la partecipazione, tra gli altri, di Pierluigi Sacco, docente di economia della cultura e direttore dell’Istituto per la Ricerca Valutativa sulle Politiche Pubbliche (Irvapp) della Fondazione Bruno Kessler di Trento; del Pin - Polo Universitario Città di Prato, di Europeana, dell’Istituto dei Paesi Bassi per il Suono e la Visione e della Michael Culture Association.

L'obiettivo di Indices è di fornire ai decisori politici e ai responsabili nel settore dei beni culturali e delle industrie creative degli strumenti utili a comprendere appieno l'impatto sociale ed economico della digitalizzazione del patrimonio culturale e a sostenere il riuso innovativo dei beni culturali.

A tal fine, Indices svilupperà: una metodologia completa per misurare e valutare l'impatto economico e sociale della digitalizzazione del patrimonio culturale valutando l'accesso ai beni e ai servizi culturali europei e i loro modi di produzione; analisi comparative dell'impatto della digitalizzazione e della normativa sul diritto d’autore in relazione all'accesso alla cultura europea e alla produzione culturale creativa; raccomandazioni strategiche, corredate da linee guida per la gestione del diritto d’autore e da modelli di business innovativi per superare i problemi che si pongono nell'uso (ri)creativo e nel consumo di beni culturali e per sostenere la trasformazione digitale di musei, biblioteche e archivi; un sistema di autovalutazione rivolta agli istituti culturali per migliorare il loro posizionamento strategico nel quadro del mercato unico digitale; un osservatorio europeo permanente per definire le politiche e le tendenze a lungo termine.

Grazie al progetto i decisori politici potranno disporre di una solida struttura per valutare l'impatto del patrimonio culturale e di una piattaforma web per tenere traccia del progresso dell'impatto del patrimonio culturale nella società in Europa.

Gli istituti culturali potranno prendere decisioni strategiche che consentiranno loro di migliorare il loro contributo verso le industrie culturali e creative e la società, partecipando attivamente al mercato unico digitale. Indices riunisce gruppi di ricerca di fama internazionale nei settori dell’economia culturale, del diritto d’autore e delle Digital Humanities, rappresentanti delle industrie creative, organizzazioni non governative impegnate nella partecipazione sociale per lo sviluppo della cultura, innovatori sociali e sviluppatori di piattaforme.

I partecipanti al consorzio, oltre all’Iccu nel ruolo di coordinatore, sono l’Università Cattolica di Lovanio (Belgio); l’Istituto dei Paesi Bassi per il Suono e la Visione (Hilversum); il Centrum Cyfrowe (Polonia, Varsavia); la Fondazione Bruno Kessler (Italia, Trento); Platoniq Sistema Cultural (Spagna, Barcellona); la Fondazione Europeana (Paesi Bassi, L’Aia); l’European Fashion Heritage Association (Italia, Firenze); la Michael Culture Association (Belgio, Bruxelles), l’Associazione dei Musei Tedesca (Germania, Berlino); Weblyzard Technology (Austria, Vienna); Capital High Tech (Francia, Bordeaux); Pin S.c.r.l. Servizi Didattici e Scientifici per l'Università di Firenze Polo Universitario Città di Prato (Italia) e il Centrul Cultural Clujean (Romania, Cluj-Napoca).

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