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18/3/2015

La Grande Guerra degli “innocentini”

L’Istituto degli Innocenti di Firenze rievoca un capitolo importante della sua storia del Novecento, raccontando in una mostra virtuale le vite dei suoi ex alunni caduti combattendo nel primo conflitto mondiale

screenshot della mostra online "Senza madri, ma con una grande madre patria"
screenshot della mostra online "Senza madri, ma con una grande madre patria"

Con la mostra virtuale “Senza madri, ma con una grande madre patria. L’Ospedale degli Innocenti ricorda i suoi figli caduti nella Grande Guerra”, l’Istituto di Firenze, che da quasi sei secoli opera nell’assistenza all’infanzia abbandonata e a favore della famiglia, racconta un pezzo importante della sua storia recente, dando visibilità a quanti, oltre alla sfortuna di non conoscere le proprie origini, ebbero in sorte una morte prematura a causa del conflitto rimanendo senza eredi che ne mantenessero viva la memoria.

L’esposizione digitale, realizzata col kit open source Movio, creato e messo a disposizione gratuitamente dall’Iccu – Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane e per le Informazioni Bibliografiche, è stata ideata in occasione delle celebrazioni del centenario della Prima Guerra Mondiale e contestualmente al restauro e alla collocazione in un nuovo spazio della lapide di commemorazione dei soldati “innocentini”, o “nocentini”, caduti, sia sul fronte austriaco che su quelli balcanico e nordafricano.

Il percorso espositivo parte idealmente dalla lapide, di cui viene ricostruita la storia, dall’affidamento del progetto all’ingegner Luigi Fusi all’inaugurazione nel 1924 nel Cortile degli Uomini, al restauro e al trasferimento nella nuova sede, per restituire alla “fabbrica brunelleschiana” l’aspetto originario.

Sulla pietra sono incisi i nomi di 194 soldati, le cui storie di vita vengono ricostruite sulla base delle carte dell’Archivio storico dell'Istituto contenenti le informazioni biografiche essenziali, come l’arrivo in ospedale e le vicende del baliatico, e della banca dati dell’Albo d’oro dei caduti della Grande Guerra. Cliccando sui nomi – da Martino Abbandonati a Bonaventura Zescovi – si possono leggere le singole storie, i documenti trascritti e materiali di approfondimento: un’opera in continuo aggiornamento.

Un’ampia sezione è dedicata alla corrispondenza: l’Archivio dell’Istituto, infatti, conserva numerose lettere. La mostra offre alla consultazione tre gruppi di documenti: richieste di informazioni sulle origini, domande di sussidi e lettere di prigionieri.

Completano l’esposizione online una galleria fotografica, le “spigolature” su protagonisti, luoghi e “parole d’altri tempi”, una bibliografia e una sitografia.




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