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13/12/2018

Le Gallerie Estensi si rinnovano

La Pinacoteca Nazionale di Ferrara e la Galleria Estense di Modena offrono al pubblico allestimenti ampliati, adeguamento tecnologico e strumenti innovativi per fruire le collezioni

Dal 13 dicembre, la Pinacoteca Nazionale di Ferrara in Palazzo dei Diamanti apre al pubblico dieci sale interamente rinnovate e dal 14 dicembre, la Galleria Estense di Modena riapre l’intero percorso di visita con alcune innovazioni e propone una mostra con una selezione di medaglie e monete dalla Collezione Estense.

Alla Pinacoteca Nazionale si completa l’adeguamento tecnologico e aggiornamento museografico avviata nel 2016 con il riordinamento degli ambienti espositivi dedicati alle pale d’altare della prima metà del Cinquecento e culminanti con il Polittico Costabili di Garofalo e Dosso Dossi. Tornano ora visibili al pubblico le opere di Gentile da Fabriano, Mantegna, Cosmè Tura ed Ercole de’ Roberti, in un percorso espositivo che condurrà il visitatore attraverso le vicende della pittura ferrarese dal Trecento al Settecento. Un sistema di apparati informativi, fra cui ricostruzioni grafiche di complessi dispersi, suggerisce una nuova lettura della storia collezionistica, della funzione originaria e dell’evoluzione di tipologie di opere come la pala d’altare. Nuova attenzione viene dedicata anche alla pittura del Seicento e del Settecento, cui sono riservate quattro sale, che andranno ad aggiungersi a quella dedicata alle grandi tele di Scarsellino e Bononi inaugurata nell’autunno del 2016.

I lavori di riallestimento hanno coinvolto una nuova sala dedicata allo studiolo di Belfiore. In questa sede, dal 13 dicembre 2018 al 22 aprile 2019, si svolge la mostra “Cantieri paralleli. Lo studiolo di Belfiore e la Bibbia di Borso. 1447-1463”, a cura di Marcello Toffanello; che accoglie due ospiti di eccezione: la Tavola della musa Polimnia, proveniente dalla Gemäldegalerie di Berlino – che si riunisce all’Erato e all’Urania di Palazzo dei Diamanti con cui formava parte della decorazione pittorica di questo ambiente voluto da Leonello d’Este a metà del Quattrocento come luogo dedicato alla meditazione e ai piaceri intellettuali – e la Bibbia di Borso d’Este la cui illustrazione, realizzata da un’équipe di miniatori guidata da Taddeo Crivelli e Franco dei Russi, ha costituito l’altro cantiere artistico nel quale, in quegli stessi anni, è stato forgiato lo stile della scuola ferrarese del Rinascimento.

La Galleria Estense di Modena propone un nuovo percorso espositivo che inizia con una sala interamente dedicata all’esposizione di importanti reperti etruschi e egizi presentati qui per la prima volta dopo lunghi restauri. Le novità continuano con una sala dedicata alla cultura cortese che mette l’accento sul respiro globale della corte estense: avori, smalti e manoscritti europei sono esposti accanto a manufatti islamici e orientali. La sala contigua racconta invece il rapporto tra Rinascimento e antichità classica, mostrando a fianco di opere rinascimentali quelle antiche che ne furono fonte di ispirazione.

Nuovi apparati museografici rendono possibile, nel rigore scientifico, una presentazione chiara, accessibile e di forte impatto estetico. L'intero museo ha un nuovo impianto illuminotecnico di ultima generazione; inoltre, per l’occasione, dal 14 dicembre 2018 al 31 marzo 2019, si svolge la mostra “Galleria metallica. Ritratti e imprese dal medagliere estense”, curata da Federico Fischetti e Giulia Zaccariotto, che presenta una selezione tematica di medaglie e monete della Collezione Estense e opere a esse correlate, tra cui gemme incise, disegni, volumi a stampa e strumenti di lavoro come stipi, repertori di calchi, conii e punzoni. La rassegna viene a conclusione di un lavoro di riordino, schedatura, restauro e digitalizzazione della collezione di 2.400 medaglie e placchette della Galleria Estense, avviato nel 2016 e attuato in collaborazione con la Fondazione Memofonte di Firenze. Il percorso espositivo, che propone anche alcuni importanti prestiti esterni, illustra la nascita e lo sviluppo di questo peculiare genere artistico, dai capolavori rinascimentali di Pisanello ai virtuosismi di età barocca e neoclassica. Accompagna la mostra un catalogo scientifico edito da Franco Cosimo Panini.

Secondo pittore dello studiolo (?), La musa Polimnia, 1458-1460 circa, tempera su tavola; Berlino, Staatliche Museen, Gemäldegalerie; © Staatliche Museen zu Berlin, Gemäldegalerie / Christoph Schmidt
Secondo pittore dello studiolo (?), La musa Polimnia, 1458-1460 circa, tempera su tavola; Berlino, Staatliche Museen, Gemäldegalerie; © Staatliche Museen zu Berlin, Gemäldegalerie / Christoph Schmidt


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