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Focus

16/5/2012

 RESTAURANDO

Le lettere di Moro dalla prigionia alla storia

Alcune delle missive scritte dallo statista durante il sequestro e poi utilizzate nei processi sono state restaurate ed esposte nell’Archivio di Stato di Roma

Aldo Moro durante la prigionia
Aldo Moro durante la prigionia

«... Siate indipendenti. Non guardate al domani, ma al dopo domani...». “Le lettere di Aldo Moro dalla prigionia alla storia” è la mostra, seguita da una serie di dibattiti, che dall’8 all’18 maggio (dal 14 su prenotazione), presenta, nella Sala Alessandrina dell’Archivio di Stato di Roma, undici lettere restaurate dall’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Patrimonio Archivistico e Librario (Icrcpal),scritte dallo statista durante il sequestro a opera delle Brigate Rosse nel 1978. In occasione dell’inaugurazione, avvenuta alla presenza del ministro per i Beni e le Attività Culturali, Lorenzo Ornaghi, Michele Di Sivo, dell’Archivio di Stato di Roma, che ha collaborato al volume Conservare la memoria per coltivare la speranza. Le ultime lettere di Aldo Moro, curato da Maria Cristina Misiti, ha illustrato l’intervento di restauro. 
 
Era il 9 maggio 2011 quando il Tribunale di Roma, in accordo con l’Archivio di Stato, consegnò la cospicua documentazione processuale relativa al caso Moro e agli altri processi celebrati dalla Corte d’Assise di Roma negli anni 1972-1990, per motivi di conservazione e restauro. Fra i documenti anche le famose lettere scritte da Moro. Ciò che per la Corte d’Assise costituisce il corpus degli atti di ufficio, per gli archivisti diventa “documentazione che si fa storia”, trasformandosi da testimonianza per un processo a documento storico di capitale importanza per il secondo Novecento italiano.
 
Le lettere raccontano il buio della segregazione, i “plumbei” giorni conclusi in tragedia. Esaminandole, agli addetti ai lavori appare immediata la condensazione in poche righe di un bagaglio storico considerevole. Nonostante le condizioni disperate e la fragilità degli equilibri, si riscontra una visione politica estremamente lucida, espressa nella provvisorietà dei fogli pervenuti (cartacce o bloc-notes).
 
Le lettere e il memoriale di Moro costituiscono un corpus molto complesso; ventisei lettere furono recapitate nella forma originale; alcune furono, invece, recapitate ma non sono pervenute nella forma originale; altre non furono mai recapitate; esiste inoltre una versione dattiloscritta dai sequestratori costituita da ventotto lettere, di cui solo dieci sono note in originale. Dei manoscritti è stato conservato, inoltre, un corpus di riproduzioni originali, eseguite dai sequestratori per i loro scopi, le cosiddette Fotocopie del Memoriale che si aggiungono alle 49 pagine tramandate in forma dattiloscritta. Quest’ultima parte è stata ritrovata a Milano in due tempi, il 1° ottobre del 1978 e il 9 ottobre del 1990; essendo di competenza del Tribunale di Milano, le carte fanno parte della collezione dell’Archivio di Stato della città lombarda.
 
Le lettere in mostra, conservate presso l’Archivio di Stato di Roma, sono le undici presenti negli atti del processo romano, costituite da un totale di trenta fogli, di cui sei scritti sia sul recto che sul verso, recapitate tra il 20 e il 29 aprile del 1978.
 
Repentinamente agli archivisti è apparso chiaro che l’opera di restauro non potesse prescindere dalla conservazione, in quanto la documentazione in esame “si fa storia”, trasformandosi in oggetto di studio. La fragilità del supporto, l’incertezza della scrittura contrastano con la forza della testimonianza, una delle più importanti nella storia del nostro paese.
 
L’intervento diagnostico e di restauro si è distinto da quello che solitamente si effettua sulle carte antiche per la congenita fragilità che distingue i documenti del Novecento da quelli del passato, su cui si interviene su un supporto indubbiamente più resistente, ma leso dagli anni e dall’acidità dell’inchiostro. Nel caso delle lettere di Aldo Moro ad essere restaurati non sono stati solo i supporti ma l’identità dell’insieme organico, attraverso l’ausilio di legami virtuali oggi tecnologicamente possibili fra fonti archivistiche.
 
In futuro si auspica che le lettere e il memoriale abbiano visibilità nella rete, attraverso un ipotetico Portale della Rete per non dimenticare, al fine di rendere fruibile al grande pubblico ciò che a tutti gli effetti è da considerarsi un “bene culturale”.





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10/6/2012 | saitaxci
iniziativa di grande interesse
Le lettere di Moro, con una buona introduzione, meritano di essere lette agli studenti delle scuole medie. Potrebbero fare giustizia di un luogo comune, relativo alla presunta oscurità del pensiero dello statista pugliese. Dando a tutti il senso di un momento storico che con i suoi eventi, non solo quelli drammatici, ha cambiato il corso del nostro paese


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