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5/10/2016

Mann, riaprono rinnovate le sezioni egizia ed epigrafica

Dopo sei anni il Museo Archeologico di Napoli torna a esporre la sua prestigiosa collezione di reperti della civiltà del Nilo e la raccolta di iscrizioni greche e pre-romane

Dopo sei anni di chiusura, l’8 ottobre la Sezione Egiziana e la Sezione Epigrafica del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (Mann) riaprono al pubblico: oltre 1.400 reperti nuovamente esposti e dieci sale riallestite, la più antica collezione egizia d’Europa, divenuta con gli acquisti successivi anche la più importante e ricca d’Italia dopo Torino, torna finalmente a essere visibile al pubblico.

Gli oltre 1.200 oggetti di una raccolta formatasi in gran parte prima della spedizione napoleonica – importanti parti di mummie e sarcofagi, vasi canopi, numerosi e preziosi ushabty, sculture come il monumento in granito di Imen-em-inet o la cosiddetta Dama di Napoli, statue cubo e statue realistiche, stele e lastre funerarie di notevole fattura, cippi di Horus e papiri – si possono ammirare in un allestimento progettato dal Mann e dall’Università “l’Orientale” di Napoli.

Il percorso nelle sale del seminterrato del Mann è, ora, tematico e rilegge i materiali del museo svelando il fascino della grande civiltà egizia: “Il faraone e gli uomini”, “La tomba e il suo corredo”, “La mummificazione”, “La religione e la magia”, “La scrittura e i mestieri”, “L’Egitto e il Mediterraneo antico”.

Un’ampia sezione introduttiva presenta le vicende della sezione e delle sue raccolte, preziose testimonianze di storia del collezionismo egittologico. Storie che si intrecciano, così come quelle che emergono dai materiali della Sezione Epigrafica del Museo napoletano, curata dal dipartimento di Studi umanistici della Università Federico II di Napoli: oltre duecento documenti e le testimonianze di aspetti della vita pubblica e privata di norma difficilmente documentabili in centri diversi da quelli vesuviani. Dalla documentazione in lingua greca, con testi provenienti dalle colonie dell’Italia meridionale si passa alle iscrizioni provenienti proprio da Neapolis, dove il greco rimane lingua ufficiale fino alla caduta dell’Impero romano. Eccezionale poi la raccolta di iscrizioni in lingue pre-romane dell’Italia centro-meridionale, come l’iscrizione in lingua volsca da Velletri del IV secolo a.C. o quella sabellica da Bellante della metà del VI secolo a.C.

Particolarmente attenta nei contenuti e arricchita da contributi multimediali è la didattica di entrambe le sezioni con l’aggiunta di una guida dedicata, in un nuovo formato editoriale, a cura di Electa, specificatamente per la sezione egizia. Completa il progetto l’albo a fumetti, sempre dedicato alla sezione egizia appositamente creato da Blasco Pisapia per invitare i piccoli visitatori a scoprire le meraviglie racchiuse nel Museo.

MANN - Museo Archeologico Nazionale di Napoli
MANN - Museo Archeologico Nazionale di Napoli

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