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Focus

29/2/2012

Mibac, un'unità di crisi per le emergenze

Il ministro Ornaghi ha annunciato alla Camera la creazione di una struttura operativa per gestire situazioni critiche; si articolerà in nodi corrispondenti alle direzioni regionali e farà capo alla segreteria generale   

Intonaco Tempio di Giove, Pompei
Intonaco Tempio di Giove, Pompei

 Nasce un’unità di crisi del Ministero dei Beni Culturali per gestire le situazioni di emergenza. Ad annunciarlo è il ministro, Lorenzo Ornaghi, nel corso del question time che si è svolto oggi alla Camera dei Deputati, dopo il maltempo delle ultime settimane.
 
La struttura operativa del Mibac, ha precisato Ornaghi, si articolerà sul territorio in nodi corrispondenti alle Direzioni regionali per i beni culturali e paesaggistici e farà capo al segretariato generale del Ministero, Antonia Pasqua Recchia, che ha ricevuto il mandato di avviare tutte le iniziative necessarie a formalizzare i rapporti di vertice con il dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa civile del Ministero dell'Interno, nonché con il dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio. Il Mibac, inoltre, metterà a punto con il Comando dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio apposite modalità operative per garantire la sicurezza del patrimonio culturale in situazioni di grave rischio.
 
Rispondendo alle interrogazioni a risposta immediata, Ornaghi ha affermato che riguardo ai danni al patrimonio culturale, localizzati soprattutto nelle Marche e in Emilia Romagna, «non è possibile stimare in misura attendibile le risorse necessarie al ripristino, che dovrebbero rientrare in circa venti milioni di euro». È ancora in corso, infatti, una ricognizione completa nelle aree colpite, che il prossimo 9 marzo saranno visitate anche dal sottosegretario Roberto Cecchi. «Decine di monumenti», ha precisato il ministro, hanno riportato danni, in molti casi lievi, in alcuni più consistenti; si tratta soprattutto di edifici di culto, che avranno bisogno di interventi di consolidamento strutturale e di rifacimenti, totali o parziali, delle coperture.
 
Riguardo a Pompei, il governo prevede un piano «complessivo e complesso» per affrontare nel loro insieme i diversi problemi  del sito archeologico: gli obiettivi sono la riduzione del rischio idrogeologico con la messa in sicurezza dei terrapieni non scavati; la messa in sicurezza delle insulae; il consolidamento e il restauro delle murature e delle superfici decorate; la protezione degli edifici dalle intemperie e il  potenziamento del sistema di videosorveglianza. 




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