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Focus

17/11/2017

Museo Morandi, una nuova sala tematica e opere inedite

L'istituzione museale bolognese presenta un allestimento rinnovato, dopo il rientro di 34 prestiti e la recente concessione in comodato di alcuni lavori

Giorgio Morandi, Natura morta (Conchiglie), 1943, olio su tela; collezione privata; provenienza: deposito in comodato gratuito da gennaio 2017
Giorgio Morandi, Natura morta (Conchiglie), 1943, olio su tela; collezione privata; provenienza: deposito in comodato gratuito da gennaio 2017

Il Museo Morandi di Bologna, dopo tre giorni di chiusura, riapre presentando un allestimento rinnovato reso possibile grazie al rientro di trentaquattro opere concesse in prestito in occasione delle due mostre recentemente tenute al Museo Pushkin di Mosca e all'Artipelag di Stoccolma.

Lo staff curatoriale ha così avuto la possibilità di rendere visibili contemporaneamente nel nuovo allestimento alcuni tra i principali capolavori di proprietà del museo, affiancati da una selezione significativa di opere scelte tra le oltre quaranta concesse in comodato da collezionisti privati. Il percorso presenta un totale di novantotto tra dipinti, acquerelli, incisioni e disegni. Di assoluta novità sono alcuni lavori pervenuti recentemente in comodato che vengono presentati per la prima volta al pubblico nella cornice del Museo Morandi. Si tratta di un disegno e tre acqueforti appartenenti alla collezione Merlini: Paesaggio, 1962, Natura morta di vasi, bottiglie ecc. su un tavolo, 1929 circa, Vari oggetti su un tavolo, 1931, Natura morta a grandi segni, 1931. Da segnalare inoltre le due acqueforti della Collezione ZaniFiore in un vasetto di bianco, 1928 e Zinnie in un vaso a strisce, 1929 – a cui si aggiunge l'acquaforte Grande natura morta con la lampada a petrolio, 1930 di proprietà di collezionisti privati, come il dipinto Conchiglie, 1943, già in comodato da gennaio 2017.

Il percorso espositivo, attraverso una nuova sala tematica denominata “Morandi e l'arte dell'incisione”, offre inoltre la possibilità di approfondire le risultanze di una tecnica che trova nell'artista uno straordinario interprete. L’incisione è infatti un capitolo fondamentale dell’intera vicenda artistica di Giorgio Morandi, che vi si dedica inizialmente da autodidatta, tra il 1907 e il 1912, trascorrendo molto tempo nello studio delle riproduzioni delle opere grafiche degli antichi maestri incisori. L'artista aveva guardato a lungo e minuziosamente alle più difficili e oscure prove di Rembrandt, del quale possedeva quattro incisioni originali e le riproduzioni dell’intero corpus incisorio raccolto in volumi in folio. Tra il 1912 e il 1956 Morandi realizza principalmente acqueforti, utilizzando lastre di rame o di zinco che successivamente consegna a Carlo Alberto Petrucci, egli stesso incisore di talento e direttore della Calcografia Nazionale di Roma.

Il rigore della pratica incisoria è alla base del suo insegnamento all’Accademia di Belle Arti di Bologna dove, nel 1930, ottiene “per chiara fama” la cattedra di Incisione, incarico che mantiene fino al 1956. Del resto, come egli stesso dichiarò: «L’incisione all’acquaforte in fin dei conti è una tecnica, qualcosa di tangibile che può essere insegnato. L’Arte non si può insegnare». La sala dedicata all'arte incisoria si completa con il torchio a stella originale su cui Morandi eseguì le prime prove di stampa delle sue acqueforti.




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