Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
«Bisogna saper valorizzare, sfruttare fino in fondo la risorsa della cultura e del patrimonio storico-artistico»: il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha aggiunto la sua voce autorevole a quelle di chi sostiene che lo sviluppo dell’Italia debba passare necessariamente per la via dei beni culturali. In un articolo pubblicato ieri sul «Sole 24 Ore - Domenica», il capo dello Stato ha colto la duplice occasione del ventennale del Fondo Ambiente Italiano (celebrato nel fine settimana con le “Giornate di primavera”) e del “Manifesto per la costituente della cultura” lanciato di recente dal quotidiano economico-finanziario, per una riflessione su «che cosa è mancato e manca ancora» nell’azione politica.
Napolitano ha riconosciuto la carenza di lungimiranza, la difficoltà di guardare oltre l’utile immediato e di resistere a pressioni improprie, la sottovalutazione delle risorse culturali, per poi proporre un nuovo approccio che leghi la valorizzazione della cultura alla «qualità della vita in Italia» e all’«immagine dell’Italia nel mondo».
«Noi abbiamo bisogno di una politica di medio-lungo periodo… in particolare o innanzitutto, politica di tutela, messa in sicurezza e valorizzazione del nostro territorio», ha scritto il presidente Napolitano, spiegando che c’è anche «una questione di difesa della vita dei cittadini, delle popolazioni nelle zone a rischio di dissesto idrogeologico o anche a rischio sismico» e sottolineando che è necessario prevenire e, mediante la prevenzione, spendere meno e meglio. In questo quadro – ha aggiunto – deve rientrare anche una moderna concezione dell’agricoltura, intesa come «un presidio del territorio, un presidio del paesaggio».
Riguardo ai finanziamenti, per Giorgio Napolitano occorre evitare di «contrapporre l’esigenza di più risorse per la cultura, per il patrimonio storico-artistico e paesaggistico alla spesa militare o alla spesa in importanti opere pubbliche». Piuttosto, potrebbero essere riviste le uscite dovute alle «ridondanze della nostra architettura istituzionale» e alle «dilatazioni della spesa delle nostre amministrazioni». Sempre in tema di investimenti, il capo dello Stato ha ricordato che «anche in termini strettamente economici, il patrimonio storico-artistico e paesaggistico dell’Italia costituisce una ricchezza e una risorsa enorme».
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