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25/9/2017

Ogr, a Torino un nuovo laboratorio per la cultura contemporanea

Le Officine Grandi Riparazioni rinascono per diventare un centro di sviluppo culturale, economico e sociale con tre anime: ricerca artistica; ricerca scientifica e tecnologica; enogastronomia

OGR - Officine Grandi Riparazioni Torino
OGR - Officine Grandi Riparazioni Torino

Dal 30 settembre Torino avrà un nuovo cuore pulsante della creatività, della cultura e dello spettacolo proiettato verso il mondo: si tratta della rinascita delle Officine Grandi Riparazioni (Ogr), la “cattedrale” della storia industriale di Torino recuperata grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino (Crt).

Soluzioni ad alto contenuto tecnologico, sostenibilità ambientale, salvaguardia del valore storico della struttura originale, flessibilità e modularità degli spazi, massima fruibilità durante tutto l’anno, accessibilità, sono i principi ispiratori del grande intervento di ristrutturazione e recupero funzionale dell’importante compendio immobiliare dell’Ottocento situato nel cuore della città: da ex Officine per la riparazione dei treni a nuove Officine della cultura contemporanea, dell’innovazione e dell'accelerazione d'impresa, con una forte vocazione internazionale.

L’operazione di recupero, su un’area complessiva di trentacinquemila metri quadri, arricchisce la nuova configurazione urbanistica dell’ambito della “Spina 2” – l’asse di sviluppo nord-sud della città generato dalla costruzione del Passante ferroviario – rafforzandone il valore strategico per il territorio. Il riordino urbanistico di questa parte di città vede anche la creazione ex novo di due piazze pubbliche, vere e proprie agorà connesse funzionalmente alle Officine: la Corte Est, affacciata su Corso Castelfidardo, con opere d’arte a cielo aperto – la prima installazione pubblica e site-specific sarà Procession of Reparationists, realizzata da William Kentridge – e l’inserimento nella trama della pavimentazione di elementi sia artistici; la Corte Ovest, su Via Borsellino, con un giardino caratterizzato dall’antica torre dell’acqua e da un palco.

Le Officine diventano così l’unico esempio di riconversione industriale in Europa con tre “anime” che si integrano tra loro come un ecosistema per lo sviluppo e la crescita del capitale culturale, sociale ed economico del territorio: la ricerca artistica in tutte le sue declinazioni nelle Officine Nord, la ricerca scientifica, tecnologica e industriale nelle Officine Sud (a partire dal 2018), l’enogastronomia con attività di food & beverage volte a valorizzare, in particolare, le produzioni a filiera corta nel Transetto.

Le Officine Nord su un’area complessiva di circa novemila metri quadri, ospiteranno, in continua rotazione, mostre, spettacoli, concerti – dalla musica classica a quella elettronica – eventi di teatro, danza, esperienze di realtà virtuale immersiva, in una vera e propria digital gallery. Le Officine Sud ospiteranno ambienti vetrati per le sale riunioni e blocchi di uffici open space su due piani, modulari e flessibili per consentire la presenza continuativa fino a 499 persone: hub per la ricerca, attrattore e acceleratore delle migliori start up innovative, polo per lo sviluppo progettuale nel settore delle industrie creative e laboratorio dedicato agli Smart Data. Infine nel Transetto ci sarà un ampio spazio di circa duemila metri quadri con mezzanino dedicato al gusto: si chiamerà simbolicamente “Snodo”, avrà un forte legame con la filiera enogastronomica piemontese. A caratterizzare il Transetto sarà anche l’opera d’arte Track, commissionata all'artista venezuelano Arturo Herrera: il grande murale sarà ospitato sulla parete d’accesso alle Officine Nord, diventando una sorta di soglia per l’ingresso nella manica dell'edificio dedicata alle arti.



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