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3/11/2016

Terremoto, il Mibact al lavoro per salvare l’arte ferita

Dopo il sisma di domenica riprogrammati gli interventi di verifica dei danni, recupero dei beni mobili, messa in sicurezza di quelli immobili e protezione delle macerie; per il restauro si pensa a cantieri aperti  

Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo è al lavoro dopo l’ulteriore colpo inferto all’arte nell’Italia centrale dal terremoto di domenica scorsa. «Ricostruiremo tutto», ha assicurato il segretario generale del Mibact, Antonia Pasqua Recchia, aggiungendo che serviranno «più fondi e più persone».

Dopo la scossa del 30 ottobre, ha spiegato l’architetto Recchia, è ripartita la consueta procedura di intervento: «verifica dei danni, recupero dei beni mobili e messa in sicurezza di quelli immobili, oltre alla protezione delle macerie». Già, perché le macerie sono «beni culturali»: è da quelle che si ripartirà per ripristinare monumenti e affreschi.

In effetti, il Ministero – insieme ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile, al Comando Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri e ai Comuni – era già all’opera nelle aree dell’Italia centrale danneggiate dal sisma del 24 agosto, che ha distrutto Amatrice, e da quello del 26 ottobre, ma la nuova violenta scossa di domenica «ha azzerato quasi tutte le messe in sicurezza» e costretto i tecnici a riprogrammare gli interventi.  

Si attendono, dunque, le stime ufficiali, ma si parla già di un ordine di grandezza di migliaia di opere da salvare, e l’entità dei danni è tale da richiedere l’individuazione di priorità. Tra le operazioni più urgenti la messa in sicurezza a Norcia (Perugia) della facciata della basilica di San Benedetto, la cui immagine ha fatto il giro del mondo; della chiesa di Santa Maria Argentea, dove è caduto il timpano, e della chiesa di San Salvatore in Campi.

Tre depositi sono stati individuati per mettere in salvo le opere d’arte: uno a Cittaducale (Rieti) per il Lazio, in un capannone del Corpo Forestale dello Stato; uno a Spoleto (Perugia) per l’Umbria; uno ad Ascoli Piceno, nel Forte Malatesta, per le Marche.

Nel deposito di Cittaducale, visitato il 26 ottobre dal ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, risultano ricoverate più di mille opere provenienti da musei, chiese e santuari dei territori reatini. Tra i nuclei più corposi provenienti dal comune di Amatrice, 57 opere che si trovavano all’interno della chiesa di San Martino; altrettante recuperate dalla chiesa di Santa Maria di Loreto nella frazione di Moletano; 40 dalla chiesa di Sant’Antonio Abate nella frazione di Cornillo Nuovo. A Spoleto, nel deposito allestito al Santo Chiodo, sono già state collocate opere recuperate a Norcia dopo il sisma del 24 agosto, come le 48 tratte dalla chiesa di San Pellegrino.

Riguardo alla fase del restauro, Recchia ha annunciato «più di cento cantieri», che saranno aperti, per consentire di seguire il recupero del patrimonio culturale alle comunità locali e anche ai turisti; c’è un grande interesse internazionale, infatti, per la sorte dell’arte italiana ferita e per il lavoro dei nostri “Monuments men”.  
Chiesa di San Michele Arcangelo - Amatrice (Rieti)
Chiesa di San Michele Arcangelo - Amatrice (Rieti)

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