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3/11/2017

Valutazione d’impatto, un approccio comune per il patrimonio culturale digitale

Europeana, la biblioteca digitale europea, ha redatto un manuale che aiuta gli operatori a comprendere qual è il contributo del loro lavoro sulla società

Copertina dell'Europeana Impact Playbook
Copertina dell'Europeana Impact Playbook

Lavorare nel settore del patrimonio culturale vuol dire lavorare per fare la differenza sull’uso che le persone possono fare di prodotti e servizi. Comprendere come vanno le cose è fondamentale per migliorarle. Parte da questa premessa un’iniziativa per la promozione della valutazione di impatto lanciata da Europeana, la biblioteca digitale europea, alla quale CulturaItalia partecipa come aggregatore nazionale di metadati. Allo scopo di aiutare i direttori di musei, biblioteche e archivi e gli altri operatori culturali a comprendere l’impatto del proprio lavoro, Europeana ha pubblicato un manuale, che si integra con altre risorse pubblicate su un’apposita sezione del portale.

Il manuale è stato messo a punto da professionisti dei beni culturali ed è fondato su un approccio comune applicabile ai diversi settori del patrimonio. Gli autori sono Harry Verwayen, Julia Fallon, Julia Schellenberg e Panagiotis Kyrou, coadiuvati da un nutrito gruppo di coautori. Si tratta di un testo ricco di casi di studio basati sull’esperienza concreta di Europeana: le valutazioni hanno riguardato, in generale, la strategia 2015-20 ovvero Europeana come infrastruttura per i servizi digitali, e, in particolare, singoli progetti come Europeana Research, Europeana 1914-1918, le collezioni Europeana Fashion & Europeana Photography.

Per quanto riguarda l’impostazione, l’introduzione spiega che la valutazione di impatto è un campo di crescente interesse, ma complesso, soprattutto quando si entra nel «regno del digitale», che è «un'arena di sperimentazione»; il manuale vuole essere uno strumento di semplificazione duttile: un “libro di ricette” non da seguire meticolosamente, ma da cui lasciarsi ispirare. In sintesi il manuale dovrebbe aiutare a fornire risposte ad alcune domande, riconducibili a una domanda di fondo: qual è il contributo che si dà alla società? Ecco alcune delle questioni che potrebbero interrogare chi si occupa di patrimonio culturale digitale: l’istruzione degli studenti di età compresa tra dodici e sedici anni è migliorata per effetto della pubblicazione di risorse digitali? Il benessere della comunità di appartenenza ne ha beneficiato? L’economia locale ne ha tratto, direttamente o indirettamente, vantaggio? Le persone si sentono più connesse con le loro identità nazionali e con quella europea?

La metodologia è costruita su alcuni blocchi: un approccio in quattro fasi; il percorso di cambiamento, le prospettive strategiche e gli obiettivi di valore. Nella prima delle quattro fasi si deve comprendere quale tipo di informazioni è utile raccogliere. Nella seconda si passa alla raccolta e quindi alla valutazione vera e propria. Nella terza si individuano i dati più significativi e la loro relazione: è un momento di interpretazione e narrazione. Nella quarta si procede a un’analisi dei risultati per poter apportare i miglioramenti. Il percorso di cambiamento deve essere analizzato sulla base della relazione tra gli investimenti interni e gli effetti esterni. Nelle prospettive strategiche deve essere definito il punto di vista dell’impatto che si vuole valutare, la composizione del quadro. Con gli obiettivi di valore si mettono a fuoco aspetti particolari.

La fase iniziale è quella della progettazione, la parte finora sviluppata dal manuale, che sarà successivamente integrato. La progettazione si articola, a sua volta, in sei passaggi, che vengono spiegati passo passo, con l’indicazione degli strumenti, gli esempi e anche un glossario: preparazione; costituzione del gruppo del lavoro (e di un più ampio gruppo di stakeholder); elaborazione di un percorso di cambiamento; strutturazione e rifinitura dell’input; definizione degli indicatori di valutazione; revisione, condivisione dei risultati e preparazione per la fase successiva della valutazione vera e propria.

Il kit di strumenti scaricabili online include un modello di presentazione, una “mappa dell’empatia”, schemi del percorso di cambiamento, delle prospettive strategiche e degli obiettivi di valore riguardanti attività specifiche. È stata lanciata, inoltre, Impkt.tools, una comunità per addetti ai lavori interessati al tema, un’iniziativa sostenuta da reti dei beni culturali d’Europa e non solo.



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