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6/4/2018

"I misteri della Cattedrale", il Museo del Duomo di Piacenza si rinnova

Il nuovo allestimento museale accoglie i visitatori con una mostra di preziosi codici miniati medievali

Salterio
Salterio

Sabato 7 aprile inaugura il progetto “I misteri della Cattedrale. Meraviglie nel labirinto del sapere” che vede l’apertura del nuovo allestimento di Kronos - Museo del Duomo di Piacenza cui si integra un percorso di salita che, attraverso luoghi segreti, conduce fino alla Cupola del Guercino. Inoltre, dal 7 aprile al 22 luglio, una mostra riporta alla luce alcuni dei più preziosi codici miniati medievali, come il Libro del Maestro o il Salterio di Angilberga, appartenenti al patrimonio archivistico piacentino. Il progetto è promosso dalla Diocesi di Piacenza-Bobbio, in collaborazione con la Fondazione Piacenza e Vigevano, il Comune di Piacenza e l’Archivio di Stato di Piacenza, col sostegno della Regione Emilia-Romagna, di Crédit Agricole Cariparma e della Camera di Commercio di Piacenza.

Il Museo Kronos presenta un nuovo allestimento, con un ingresso autonomo, che permette di accedere, per la prima volta, dai giardini sul retro delle absidi della Cattedrale. Ad accogliere i visitatori la proiezione di un video che racconta la storia del complesso vescovile piacentino dal IV secolo fino alla costruzione dell’attuale Cattedrale. La sala delle sculture, quella degli argenti e quella delle suppellettili lignee fanno da introduzione alla piccola Pinacoteca in cui sono conservate alcune preziose pale d’altare, come I diecimila martiri crocifissi di Elisabetta Sirani, la Madonna dello Zitto di Giovanni Battista Tagliasacchi, Morte di San Francesco Saverio di Robert De Longe, il San Gerolamo e l’angelo di Guido Reni in dialogo con un Achrome di Piero Manzoni.

Nell’anticamera delle sagrestie superiori, un video, con un’intervista a Valerio Massimo Manfredi, introduce alle cinque sezioni della mostra dei codici. La prima tappa – transitando nel coro del presbiterio da cui si può ammirare, da posizione ravvicinata, il grande polittico sopra l’altare, il coro ligneo e le volte – è nella sala dell’archivio storico capitolare dove all’interno dell’architettura, formata dai grandi armadi lignei del XVIII secolo, è ospitata la sezione musicale.

La visita alle restanti sezioni della mostra continua nelle sagrestie superiori; qui si possono ammirare gli antichi libri provenienti dalla Biblioteca Ambrosiana, dalla biblioteca Braidense, dall’Archivio di Stato di Parma, dall’Archivio di Stato di Piacenza, dagli Archivi Capitolari della Cattedrale e di Sant’Antonino, dall’Archivio Storico Diocesano di Piacenza e Bobbio, e dalla Biblioteca Passerini Landi. Capolavori dal IX al XV secolo raccontano la storia civile e religiosa del territorio con particolare accento su Piacenza e Bobbio con il suo Scriptorium, secondo solo a Montecassino. All’interno di un anfiteatro multimediale sono presentate immagini ad alta risoluzione delle pagine più preziose. In un piccolo vano della cattedrale viene riprodotto uno scriptorium dotato di tutti gli strumenti che i monaci utilizzavano per la produzione dei libri e un video racconta le fasi di lavorazione dalla preparazione della pergamena alla rilegatura finale.

Lungo il percorso di salita, l’ultima sezione è interamente dedicata al Libro del Maestro, un totum liturgico che dal XII secolo è stato modello e tesoro per la liturgia e che costituisce una summa culturale, secondo la concezione medievale. Al suo interno conserva nozioni di astronomia e astrologia, usi e costumi della popolazione legata ai cicli lunari e al lavoro nei campi. Il codice illustra, attraverso splendide miniature e formule melodiche, i primi drammi teatrali liturgici medievali, rappresentati in chiese e conventi, come primi strumenti di comunicazione delle storie della Bibbia.

I visitatori sono poi invitati ad accedere alla Macchina del tempo: una experience room prodotta da Gionata Xerra, dove vengono accompagnate, grazie a proiezioni, in un viaggio nel Medioevo, in una biblioteca virtuale da cui prende vita il racconto del Codice. Schermi touch-screen consentono di sfogliare le pagine del Libro del Maestro e alcune applicazioni permettono, attraverso il gioco, di interagire con varie sezioni del codice, tra cui le tabelle medievali per il calcolo delle feste mobili. Raggiunta la cupola, i visitatori sono invitati a indossare cuffie wi-fi e a entrare nel loggiato. Dopo la performance di luci creata da Davide Groppi, si può procedere lungo tutto il perimetro della cupola, ammirando da vicino il ciclo affrescato dal Guercino, composto dai sei scomparti con le immagini dei profeti Aggeo, Osea, Zaccaria, Ezechiele, Michea, Geremia, e dalle lunette in cui si alternano episodi dell’infanzia di Gesù – Annuncio ai Pastori, Adorazione dei pastori, Presentazione al Tempio e Fuga in Egitto – a otto Sibille e il fregio del tamburo, cui si aggiungono i due spicchi della cupola che raffigurano i Profeti Davide e Isaia, dipinti da Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone.

Ridiscendendo sul lato nord, nel matroneo s’incontra la sezione relativa ai lavori di restauro della cattedrale attuati alla fine dell’ Ottocento con esposizione dei reperti tra cui torcieri, sculture, lapidi, parti di altari. Si accede quindi all’interno del Campanile per poterne ammirare dal basso la struttura lignea e accedere a una stanza segreta dove sono ancora conservati gli ingranaggi dell’orologio anticamente posto in facciata.

Come chiosa Patrizia Barbieri, sindaco di Piacenza «attraverso i manoscritti e i codici miniati, sarà possibile capire quanto Piacenza sia stata importante non solo come centro economico e commerciale, i banchieri piacentini erano conosciuti in tutta l’Europa, ma anche come centro di promozione culturale e divulgazione del sapere».




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