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Focus

7/5/2018

“L’Iccu a scaffale aperto”, alla scoperta di servizi e progetti

Una mostra virtuale, realizzata col kit Movio, racconta la storia e illustra il ruolo dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane e per le Informazioni Bibliografiche

uno screenshot dell'esposizione virtuale "L'Iccu a scaffale aperto. Progetti e servizi in mostra"
uno screenshot dell'esposizione virtuale "L'Iccu a scaffale aperto. Progetti e servizi in mostra"

“L’Iccu a scaffale aperto. Progetti e servizi in mostra” è un’esposizione virtuale dedicata all’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteche Italiane e per le Informazioni Bibliografiche, istituto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Mibact) di cui viene raccontata la storia e vengono illustrati il ruolo e i servizi, con particolare attenzione al loro sviluppo alla luce dell’evoluzione digitale.

La mostra è stata realizzata da Cristina Ferri e Lucrezia Signorello, laureate rispettivamente in Storia dell’arte e in Archivistica e biblioteconomia presso la Sapienza Università di Roma, ed è nata dalle attività volontarie svolta nell’ambito del Servizio Civile Nazionale 2017-2018 presso l’Iccu. La supervisione è di Maria Teresa Natale, coordinatrice del progetto Movio, kit open source creato e messo a disposizione gratuitamente dall’Iccu, grazie al contributo della Fondazione Telecom Italia (Bando 2011) e all’interno del progetto AthenaPlus, per realizzare mostre digitali per il web, fruibili anche attraverso dispositivi mobili. Chiunque può avvalersi di Movio: musei, biblioteche, archivi, istituzioni pubbliche e private, associazioni culturali, scuole, università, studenti, ricercatori... Il suo obiettivo è promuovere l’accessibilità e la fruibilità dei contenuti culturali digitali; rendere disponibili opere preziose senza trasferirle e metterle a rischio; rendere accessibili opere inaccessibili; permettere la visione di dettagli altrimenti non percepibili.

A introdurre l’esposizione è la direttrice dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico, Simonetta Buttò. «L'idea è stata quella di offrire un punto d'accesso che rendesse visibili i numerosi servizi che fanno parte della missione istituzionale del nostro Istituto», sintetizza la responsabile dell’Iccu. La storia dell’Istitut0 viene quindi ripercorsa nei dettagli a partire dalla creazione, nel 1951, come Centro Nazionale per il Catalogo Unico.

Una cronologia evidenzia tutte le tappe salienti: l’assunzione della denominazione attuale nel 1975; l’inizio del Censimento nazionale delle edizioni italiane del XVI (Edit 16) secolo nel 1981; la nascita del Sistema Bibliotecario Nazionale (Sbn) nel 1985; l’avvio del censimento dei manoscritti Manus nel 1988; l’attivazione dell’Indice Sbn e quindi della rete bibliotecaria nazionale nel 1992; l’apertura del catalogo al pubblico col sistema Opac (On line Public Access Catalog) dal 1997; l’offerta del servizio di prestito interbibliotecario Ill-Sbn (inter library loan) nel 1999; la digitalizzazione dei cataloghi storici dal 2001; l’Anagrafe delle biblioteche italiane (2004); la pubblicazione della rivista «DigItalia» dal 2005 e il lancio dei portali Internet Culturale (2005), “14-18 Documenti e immagini della Grande Guerra” (2005) e CulturaItalia (2008).

Il percorso espositivo illustra nei dettagli i servizi offerti e si addentra con testi, immagini e video nei singoli progetti, da Edit 16 a CulturaItalia, da 14-18 a Internet Culturale, da Manus a Movio.




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