Condividi
  • Facebook
  • Twitter
9/6/2016

"L'uomo e il gesso", un nuovo museo a Brisighella

Un percorso museale allestito nella Rocca racconta il territorio attraverso il minerale che più lo caratterizza: una storia millenaria, dall'età protostorica a quella moderna

La Soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna e il Comune di Brisighella (Ravenna) hanno inaugurato il nuovo Museo “L’uomo e il gesso”, ospitato nella Rocca di Brisighella, dedicato al rapporto millenario tra l'uomo e la Vena del Gesso Romagnola.

La Vena del Gesso, inconfondibile per le sue peculiarità geologiche, è caratterizzata dalla presenza di numerose grotte e cavità utilizzate dall’uomo fin dall’età protostorica e frequentate, seppure sporadicamente, per tutto il Medioevo e fino all’età moderna; il percorso museale passa in rassegna la lunga storia che lega l’uomo a questo territorio e al minerale che più lo caratterizza.

La scala d’accesso alla Torre Manfrediana della Rocca è una passeggiata nella storia che, partendo dalla frequentazione delle grotte della Vena del Gesso in età protostorica per motivi funerari e di culto, attraversa l’età romana – con lo sviluppo dell’attività estrattiva del prezioso lapis specularis, il vetro di pietra – per arrivare al Medioevo e al Rinascimento, con il fenomeno dell’incastellamento che vede le creste gessose protagoniste della costruzione di rocche e castelli.

La sala alta della Torre Manfrediana espone i reperti archeologici ritrovati nella Vena del Gesso e risalenti a queste tre diverse fasi di frequentazione; la Torre Veneziana è tutta dedicata al Medioevo e al Rinascimento e spiega la funzione e l’uso dei locali visitati nel percorso espositivo; infine, in fondo al cortile interno, si può visitare la cannoniera e approfondire la conoscenza della funzione difensiva delle opere fortificate.

Nell’ultimo decennio sono state individuate vicino a Brisighella diverse cave in cui si è praticata in età romana l’estrazione del gesso speculare: quelle nella Vena del Gesso Romagnola sono le prime mai scoperte in Italia. I siti rinvenuti, i reperti recuperati, le modalità di scavo, i luoghi di destinazione e d’uso del materiale, sono oggetto di studi approfonditi e sono il risultato di una proficua collaborazione tra la Soprintendenza Archeologia Emilia-Romagna, l'Università di Modena-Reggio Emilia, il Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola e la Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna. I risultati sono stati presentati nei due convegni internazionali di Faenza (nel 2013) e di Cuenca in Spagna (nel 2015), entrambi realizzati in collaborazione con la Asociación “Lapis Specularis” di Madrid.

Inaugurazione del Museo L'Uomo e il Gesso
Inaugurazione del Museo L'Uomo e il Gesso

torna all'inizio del contenuto