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20/6/2017

“Più si dà, più si ottiene”, quattro modi per partecipare a Europeana

I fornitori di dati, in base alle specifiche esigenze, possono scegliere un diverso livello di condivisione delle loro collezioni con la biblioteca digitale europea: tutti i dettagli nella nuova guida alla pubblicazione

Europeana Publishing Framework
Europeana Publishing Framework

Europeana, la biblioteca digitale europea, della quale CulturaItalia è partner come aggregatore nazionale, si sta evolvendo: non è solo un portale che permette di esplorare il patrimonio culturale europeo, ma è, sempre di più, anche una piattaforma in grado di offrire servizi a chi è mosso dall’ispirazione, dalla creatività o dall’imprenditorialità. Del resto, da quando fu lanciata, nel 2008, la tecnologia si è evoluta, così come i modelli economici e le aspettative sociali, soprattutto con l’affermazione dei dispositivi mobili e il miglioramento della risoluzioni degli schermi. Per questo Europeana punta a rendere più rapida e facile la fruizione delle immagini, dei testi, dei video e degli audio e per questo i partner devono poter fornire sia una buona qualità di metadati sia, possibilmente, l’accesso diretto ai contenuti.

A tale scopo è stata aggiornata la guida alla pubblicazione dei contenuti, l’Europeana publishing framework, redatta col contributo dell’Istituto Kennisland e le indicazioni della Content Re-Use Task Force: un vademecum che tiene conto delle differenti esigenze dei fornitori di dati e che propone loro diverse possibilità di partecipazione. La nuova versione viene presentata oggi, 20 giugno, a Roma, Biblioteca Nazionale Centrale, nella conferenza internazionale “Collezioni digitali aperte: iniziative italiane ed europee”, organizzata dall’Iccu - Istituto Centrale per il Catalogo Unico, che ha curato la traduzione italiana.

Quattro sono gli scenari previsti per la condivisione delle collezioni con Europeana. La scelta è libera per il fornitore: dipende dalla sua strategia digitale, dalle sue risorse, dalle caratteristiche delle sue raccolte. Ciascun livello prevede la conformità ad alcuni requisiti tecnici e licenze – esistono 14 dichiarazioni dei diritti, nove delle quali consentono il riuso, che può essere soggetto o no a restrizioni – in cambio dell’offerta da parte di Europeana di alcuni servizi. In sintesi, “Più si dà, più si ottiene”.

Nel primo livello il provider utilizza Europeana principalmente come motore di ricerca per far conoscere le proprie collezioni e reindirizzare i visitatori al proprio sito, con l’aspettativa di un aumento del traffico web; l’oggetto digitale completo viene visualizzato sul sito web del fornitore.

Nel secondo livello Europeana funziona come vetrina: si vuole raggiungere un pubblico più ampio rispetto a quello del proprio sito; pertanto, si permette agli utenti di visualizzare una versione di buona qualità dell’oggetto digitale direttamente sul portale europeo o in contesti tematici come le Europeana Collections; il fornitore può aspettarsi una maggiore visibilità delle proprie raccolte digitali.

Nel terzo livello Europeana è una piattaforma di distribuzione per il riuso non commerciale: i provider forniscono i dati con una licenza che ne consente il riuso non a scopo di lucro; una versione di alta qualità dell’oggetto digitale viene visualizzata direttamente in Europeana Collections, con un link diretto a un oggetto digitale di migliore qualità possibile, per consentirne il riutilizzo; i dati possono essere inclusi da Europeana in altri progetti (di divulgazione, ricerca, didattica), applicazioni e servizi non commerciali.

Nel quarto livello, infine, si sceglie Europeana come piattaforma per il libero riuso: gli utenti visualizzano una versione di alta qualità dell’oggetto digitale direttamente su Europeana Collections e con un link diretto a un oggetto digitale di migliore qualità possibile, per consentirne il riuso; Europeana può includere i dati in altri progetti; le collezioni fornite possono essere utilizzate per servizi, applicazioni e prodotti anche commerciali, ad esempio nel turismo o nelle industrie creative.




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