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1/12/2006

Negli scatti di Alinari i mestieri scomparsi

Viaggio fotografico tra le attività di strada che non esistono più. Tra metà Ottocento e primo Novecento buona parte della vita quotidiana si svolgeva all'aperto e le vie erano il luogo di lavoro di acquaioli, pettinatrici e trecciaiole, venditori di maccheroni e lattai

Le piazze e le vie delle città italiane tra la metà dell’Ottocento e i primi del Novecento erano popolate di persone che lavoravano per strada facendo mestieri ormai scomparsi. Un tempo apparentemente lontano, fatto di un vociare vivace e di una piacevole confusione. Le immagini dell’Archivio Alinari, azienda che dal 1852 opera nel campo della fotografia, ci restituiscono un mondo del lavoro pittoresco, che ha impressionato i viaggiatori, gli artisti e i fotografi di un’intera epoca. Gli scatti di un periodo in cui prevale il bianco e nero ci riportano a case senza acqua corrente. Lungo le strade abbondano i chioschi di acquaioli che offrono da bere ai passanti e, durante i mesi caldi, le venditrici di ghiaccio. Presso le fontane e lungo grandi vasche in pietra, le lavandaie sciacquano le lenzuola e gli abiti. L’assenza di certi comfort fa si che molte attività della vita domestica si svolgano sulla via, sotto gli occhi dei passanti. Oggi nessuno si farebbe sistemare i capelli per strada eppure all’epoca abbondavano le pettinatrici o le trecciaiole, che vivevano acconciando, a cielo aperto, le chiome delle ragazze. È vero, poco spazio per la privacy ma anche, curiosamente, i prodromi di un’idea contemporanea di casa senza pareti. Le strade erano un mercato di prodotti oggi scomparsi o messi in vendita in maniera differente. Il latte attualmente è contenuto in confezioni colorate e simmetriche dentro giganteschi frigoriferi. Molti bambini neppure immaginano che sia prodotto dalle mucche. Le fotografie, invece, rievocano un periodo in cui i venditori di latte si portavano dietro la mucca che mungevano per il cliente. Un discorso a parte va fatto per i venditori di maccheroni, già presenti nelle stampe ottocentesche e poi impressi anche nelle fotografie. Non semplici commercianti ma rappresentanti, nell’i mmaginario collettivo, di uno stile di vita e di un’epoca in cui il sud Italia e la sua cultura erano dominati dai luoghi comuni: “mangiatore di maccheroni” era un’espressione chiaramente dispregiativa. Questi maccheroni lunghi, che per noi sono una contraddizione in termini, poiché chiamiamo così solo la pasta corta, venivano spezzati ed erano cibo comune. La pastasciutta appena cotta era venduta per strada: un alimento di grande successo dal prezzo contenuto. Da cibo popolare a prodotto per palati raffinati, la storia delle lumache è quella di molti alimenti che da nutrimento per poveri sono diventati una delizia per buongustai. Disposte in grandi ceste, le chiocciole venivano offerte al pubblico per strada da venditori che le distribuivano in cartocci di carta. L’elenco delle attività e dei mestieri di strada scomparsi è ricchissimo come il numero delle immagini che li rappresentano. Cercare negli archivi fotografici le arti e i lavori di una volta è una ricerca appassionante perché apre una finestra sul passato, un viaggio nel tempo per il quale non occorrono macchine speciali.
Venditori di maccheroni a Napoli - Fratelli Alinari
Venditori di maccheroni a Napoli - Fratelli Alinari

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