Condividi
  • Facebook
  • Twitter
8/12/2006

 

Piero Pizzi Cannella - Scheda biografica

Piero Pizzi Cannella nasce a Rocca di Papa nel 1955. Studia presso l’Accademia di belle arti a Roma e frequenta la facoltà di Filosofia presso l’Università degli studi di Roma "La Sapienza". Esordisce con opere di matrice concettuale in uno spazio autogestito, esperienza condivisa con altri artisti, tra i quali Stefano di Stasio, Bruno Ceccobelli e Giuseppe Gallo. Nel 1980 prende parte alla collettiva “ Una mostra di sei pittori”, presso la galleria La Tartaruga, alla quale segue un periodo di meditazione di due anni. L’artista si ritira in un casale per dedicarsi unicamente alla pittura, elaborando così un nuovo periodo artistico che lo porterà a prendere le distanze dalla precedente impostazione concettuale. 

Nel 1984, stabilisce il suo studio nell’ex pastificio Cerere di via degli Ausoni a Roma, dove già da qualche tempo risiede Nunzio, mentre nello stesso anno ha luogo, presso la galleria di Fabio Sargentini, la sua prima personale, “ Interni e figure”, in cui si prefigurano i tratti caratteristici della sua espressività, primo tra tutti il tema della memoria. La figura umana, ancora presente, scomparirà progressivamente dal suo vocabolario creativo. Partecipa alla mostra “Estemporanea” con l’opera Trittico della fortuna, con cui vince il premio per il miglior dipinto e, al contempo, apre al pubblico il proprio studio nel pastificio per la mostra “Ateliers”, curata da Achille Bonito Oliva.

La fine degli anni Ottanta lo vede attivo tanto in Italia che all’estero, all’Annina Nosei Gallery di New York, alla galleria Folker Skulima di Berlino, alla galleria Bagnai di Siena, alla Triebold di Basilea, alle gallerie Vidal-Saint Phalle e Di Meo a Parigi. Abbandonata la figura umana, l’artista si lascia ora attrarre da oggetti della vita comune, come un ferro da stiro, un gioiello, un vaso o un ventaglio, che ispirano le opere Sospeso per amore e il ciclo del Bagno turco, presentato nella galleria di Alessandro Bagnai a Siena, nella galleria Paolo Gentili di Firenze e in altre ancora.

Il ciclo dei Diari di guerra, esposto al Museo civico di Gibellina, nel 1991, si configura come una serie di mappe geografiche, in cui Pizzi Cannella ridescrive, spinto dagli eventi della Guerra del Golfo, i confini di un mondo distrutto, consapevole della capacità dell’arte di trasformare la realtà stessa. In questo stesso anno è presente nella mostra “ Roma interna”, che ha luogo nel Museum Moderner Kunst Stiftung Ludwig di Vienna. Nel 1993 partecipa alla XLV Biennale di Venezia e tre anni dopo alla Quadriennale di Roma.

La prima mostra antologica si tiene a Siena, nel 1997, presso lo Spedale di Santa Maria della Scala, mentre un’altra mostra presso il Museo archeologico di Aosta è incentrata sui vent’anni della sua produzione di opere su carta. I Polittici 2001-2002, presentati al Castello Colonna Centro internazionale per l’arte contemporanea di Genazzano, e le Mappe del mondo, al Teatro India (2004), testimoniano la scelta di quadri di grande formato. Così, la Mappa di Roma , esposta alla mostra “San Lorenzo” presso l’Accademia di Francia di Roma, raggiunge gli otto metri di larghezza, che conducono lo spettatore in un viaggio in una città sognata, più che vissuta. Le dodici Cattedrali, esposte presso la sede dell’ex Mattatoio al Macro (2006), sono la ripetizione dello stesso tema per ogni mese dell’anno, pura evocazione dei luoghi dello spirito.

Piero Pizzi Cannella
Piero Pizzi Cannella

torna all'inizio del contenuto