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8/12/2006

Il gruppo di San Lorenzo, arte e archeologia industriale

L’ex Pastificio Cerere di Roma, trasformato negli anni Settanta nella casa comune di sei artisti, è diventato un punto di riferimento per le nuove generazioni. Una realtà profondamente legata alla città e, al tempo stesso, aperta al mondo

 A partire dagli anni Settanta, nel quartiere storico di San Lorenzo a Roma, in via degli Ausoni, sei artisti riuniti, Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Nunzio, Piero Pizzi Cannella e Marco Tirelli, attratti dal fascino della fabbrica abbandonata dell’ex pastificio Cerere, ne hanno trasformato gli spazi in propri atelier, dando vita a una grande officina dell’arte e a un nuovo capitolo nella storia dell’avanguardia artistica romana. Realizzato su progetto di Pietro Satti all’inizio del XX secolo, il Molino Pastificio Cerere era caduto in disuso fin dal 1960 e aveva per di più subito i danni dei bombardamenti del 19 luglio 1943, ad opera degli anglo-americani: ai giovani artisti si offriva, allora, la possibilità di recuperare enormi superfici.

Nel 1984, Achille Bonito Oliva, il primo a rendersi conto dell’importanza del fenomeno nascente, organizzò la mostra “ Ateliers”, patrocinata dal Comune di Roma, aprendo al pubblico gli studi degli artisti, a sottolineare l’originalità dell’atmosfera che regnava intorno al pastificio stesso. Veniva così resa ufficiale un’esperienza artistica nata in modo pressoché casuale, un percorso condiviso e sperimentato sotto lo stesso tetto, attraverso lo scambio, il dialogo, talvolta la lite ma, al di sopra di tutto, il confronto quotidiano.

L’amicizia tra i vari componenti, per alcuni l’influenza fondamentale del maestro Toti Scialoja, la comune matrice intellettuale e l’impronta concettuale che li contraddistingue, pur nelle differenti connotazioni individuali, fanno di questo gruppo una delle realtà più significative, sia a livello nazionale che internazionale, del panorama artistico degli ultimi decenni. Come le grandi finestre dell’ex pastificio si volgono sul quartiere di San Lorenzo e al tempo stesso guardano oltre, su una Roma industriale nel pieno della sua evoluzione, così questi artisti stabiliscono la loro identificazione con la città ma, nello stesso tempo, affermano la loro apertura verso confini internazionali, emancipandosi da un’esperienza puramente romana. Tale apertura internazionale è stata recentemente sottolineata ed esaltata dalla mostra “ Il gruppo di San Lorenzo”, che si è svolta a Roma, presso l’Accademia di Francia, Villa Medici, tra novembre e dicembre 2006.

Negli ultimi anni una trentina di artisti si sono aggregati a quelli già residenti nei locali, divenuti sempre più ambiti nel corso degli anni; tale nuova affluenza ha contribuito a rafforzare ancor più la forte identità dell’antico edificio industriale, trasformato in Fondazione Pastificio Cerere, ad opera di Flavio Misciatelli. La Fondazione si propone di promuovere una ricerca orientata sia verso gli artisti storici che verso quelli della nuova generazione, comprendente, per citare alcuni nomi, Maurizio Savini, Pietro Ruffo, Nicolaj Pennestri, Seboo Magone, Marco Tamburo, Sabrina Acciari, Giovanni di Carpegna.

È possibile oggi frequentare presso la Fondazione Pastificio Cerere corsi di pittura, fotografia e arte, visitare la collezione permanente o partecipare alle numerose iniziative volte a incrementare la conoscenza e lo sviluppo dell’arte contemporanea, in particolare nella sua espressione romana.


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