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6/4/2007

Pompei e il pellegrinaggio alla Madonna

Introduzione al Santuario della Beata Vergine *

Il Santuario della Madonna del Rosario, edificato per volontà del beato Bartolo Longo, è uno dei maggiori centri di devozione mariana d’Italia. Costruito tra il 1876 e il 1891, fu ampliato nel 1933-39. Il Santuario ha titolo di Basilica Pontificia. L’interno è ricco di marmi, affreschi e mosaici; sull’altare maggiore c’è la veneratissima Madonna di Pompei, tela seicentesca della scuola di Luca Giordano, adorna di gemme e attorniata dai Misteri del Rosario, dipinti su rame da Vincenzo Paliotti. L’8 maggio e la prima domenica di ottobre nel Santuario si recita la Supplica scritta dallo stesso Bartolo Longo. Il Santuario è la classica meta di pellegrinaggio dei napoletani “per grazia ricevuta”: migliaia di ex voto accumulati negli anni sono esposti nella basilica.
 
Al centro della devozione mariana: la Beata Maria Vergine di Pompei
 
Il santuario è meta di pellegrinaggio per ben quattro milioni di fedeli all’anno: l’affluenza dei devoti, la particolare benevolenza papale, vivissima specie durante il pontificato di Giovanni Paolo II, la diffusione della pratica del Rosario lo rendono uno dei fulcri principali degli itinerari mariani d’Italia e d’Europa. Centro della devozione mariana è l’icona della Beata Vergine del Rosario, che rappresenta Maria con in grembo Gesù assisa in trono e circondata da san Domenico e da santa Caterina da Siena. Sia la Vergine che il Bambino tengono in mano una corona del Rosario che porgono ai due santi. La sacra immagine fu trasportata a Pompei, avvolta da un semplice telo di lino, e vi giunse il 13 novembre 1875, data in cui di fatto nacque la “nuova” Pompei e che viene solennemente festeggiata ancora oggi. In questa giornata di preghiera, i fedeli possono accostarsi al quadro per chiedere grazie, recitare suppliche o semplicemente esprimere gratitudine per il dono della fede. Le date principali della devozione mariana a Pompei sono l’8 maggio e la prima domenica di ottobre, quando si recita la Supplica alla Madonna del Rosario. Nella cripta sotto l’altare maggiore si conservano i resti di Bartolo Longo, proclamato beato il 26 ottobre 1980: a lui è dedicato anche il Museo del Santuario, in cui si conservano la sua camera da letto, le sue suppellettili e numerosi ex voto. Nella vicina Ercolano, la basilica di Santa Maria a Pugliano è il più antico Santuario Mariano dell’area vesuviana. Qui si venerava un'icona bizantina chiamata Madonna di Ampellone. La statua sarebbe stata pescata nel mare di Puglia. Portata a Ercolano, di notte si spostò da sola nel luogo in cui secondo la tradizione Pietro aveva battezzato un certo Ampellone, predicendo che lì sarebbe sorta una grande chiesa.
 
Bartolo Longo, apostolo del Rosario
 
Nato in Puglia nel 1841, Bartolo Longo si trasferì a Napoli per proseguire i suoi studi in giurisprudenza. Da qui il giovane avvocato pugliese si spostò nel 1872 a Pompei dove si riaccese in lui la pratica devozionale del Rosario che lo indusse prima a trovare una degna icona della Vergine, poi alla costruzione del santuario. Furono fondati anche l’Orfanotrofio Femminile e l’Opera per i figli dei carcerati.
 
Gli ex voto
La “celebrità” della Vergine di Pompei e dei miracoli a lei attribuiti è testimoniata dai tanti ex voto esposti nella basilica e nel Museo del Santuario. Quadri naif che rappresentano episodi di grazie ricevute (guarigioni, scampo da naufragi, salvezza da incidenti), ma anche piccoli oggetti, per lo più d’argento, che riproducono parti del corpo “miracolate”, testimoniano una religiosità popolare ingenua ma sentita.
 
La Pompei antica
Molte le opportunità di escursioni a sfondo naturalistico (prima fra tutte l’ascesa al Vesuvio) e culturale che si offrono ai pellegrini in visita a Pompei. La meta privilegiata è, naturalmente, il sito archeologico della Pompei antica, che, insieme alla vicina Ercolano, è stata conservata dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.
 
* Testo tratto da I luoghi della devozione, edito dalla Regione Campania, Assessorato al Turismo e ai Beni Culturali.
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