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9/6/2008

Bruno Arzeni, la poesia come dono salvifico

“Tu mi tiri fuori dalla mia tana con una violenza d’amore” di Romano Ruffini è un contributo alla riscoperta dell’autore, vissuto in Germania ai tempi dell’ascesa di Hitler

La bellezza come forza per salvare l’umanità; l’arte come dono: il pensiero estetico, la poesia e la biografia di Bruno Arzeni, poeta marchigiano vissuto in Germania durante l’ascesa al potere di Hitler e poco apprezzato dal pubblico in quegli anni difficili, sono indagate dallo storico Romano Ruffini nel libro Tu mi tiri fuori dalla mia tana con una violenza d’amore, presentato lo scorso 29 maggio presso la Biblioteca Statale di Macerata. 

Il testo è una biografia di Arzeni, poeta letterato che, secondo Ruffini, più di ogni altro può aiutarci a recuperare un’idea di bellezza e a riportarla al centro della vita dell’uomo. La bellezza, infatti, è il tema centrale della produzione dell’autore, che, riprendendo il pensiero di Dostoevskij, la considera la forza in grado di salvare il mondo. Secondo Ruffini la vita e le opere di Arzeni hanno molto da raccontare alla società del XXI secolo, una società tecnologica che, pur procurando evidenti vantaggi, attiva un processo di impoverimento e di disumanizzazione, conducendo l’umanità alla privazione dei beni relazionali. In questa realtà, la poesia si presenta come mediatrice per vocazione tra le realtà umane e l’immaginario, come mezzo necessario per la salvezza dei rapporti sociali e per captare la bellezza della natura. 

È in questo contesto che Ruffini inserisce la figura di Arzeni, poeta che, a suo parere, ha un rapporto particolare con la bellezza. La poesia nasce spontaneamente, non è legata a un contratto o a un mercato, e ha la capacità di trasformare le ferite, conseguenza delle relazioni negative nei rapporti umani, in bellezza. Il poeta è visto come un riferimento indispensabile per prendere coscienza della necessità del dono della bellezza. L’opera d’arte nasce spesso, come speranza, dal dolore di artisti che hanno vissuto intensamente una tragica esperienza. All’interno di questa visione, si spiega la scelta dell’autore di raccontare le opere di Bruno Arzeni, il suo dissidio fra natura e cultura.

Germanista, traduttore di Thomas Mann e Hermann Hesse, Arzeni fu un marchigiano vissuto in Germania, ma anche un tedesco nelle Marche, sensibile alle tematiche filosofico-culturali conosciute negli anni di Monaco; un uomo dalla formazione internazionale ma contemporaneamente attento alle piccole cose della provincia. In vita non conobbe il successo ed è rimasto sconosciuto al grande pubblico; ora la stampa dei suoi versi e della sua biografia cerca di favorirne la riscoperta. 

Bruno Arzeni
Bruno Arzeni

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