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24/8/2008

Le Grotte di Pertosa, un prodigio della natura

Traversate in barca lungo il fiume sotterraneo e percorsi a piedi in compagnia di speleologi, immersi nel verde degli Alburni a pochi chilometri da Salerno. All’interno il set che Dario Argento costruì per “Il Fantasma dell’Opera”

Un'immagine delle Grotte
Un'immagine delle Grotte

Gallerie sotterranee per 2560 metri, ricche di cascate, sorgenti d’acqua e gole di roccia, da navigare con la zattera. Le Grotte di Pertosa derivano il nome dal dialettale “petrusu”, apertura, grotta ovvero cavità preistorica e sono le uniche nel Sud Italia ad essere attraversate da un fiume ipogeo, il Tanagro, chiamato Negro per le sue acque color pece. Uno dei siti naturalistici più sorprendenti della provincia di Salerno che resta spesso fuori dai circuiti tradizionali. Con un percorso fitto di cunicoli, incastrati per tremila metri sotto gli Alburni, le caverne si snodano in un budello tortuoso. L’ingresso non è percorribile a piedi e ai visitatori, traghettati su una piccola imbarcazione, appare da subito un paesaggio lunare.



Da non perdere la Sala delle Spugne, una prateria di strutture calcaree a forma di cavolfiore; quella dei Pipistrelli, un tempo rifugio preferito dei notturni volatili che, con il loro guano avevano ricoperto la metà della grotta (un affare per la Montedison che lo recuperò in grosse quantità, ottenendone fertilizzanti e cosmetici); quella della Madonna, con  stalattiti e stalagmiti simili a candele intorno alla statua di una Madonna; quella del trono, il cui nome è stato attribuito per analogia alla forma assunta dalla roccia calcarea, simile ad un trono reale sormontato da una corona; il Gran Salone, un antro ricco di  stalattiti e stalagmiti.



Le Grotte di Pertosa vengono chiamate anche “dell’Angelo” perché qualche secolo fa sono state consacrate a San Michele Arcangelo, patrono cristiano di tutti i siti naturalistici. Proprio una nicchia con il Santo, è posta all'imbocco, dove si trova l'imbarco verso la sorgente da dove partono i tre percorsi aperti al pubblico.



Si sono formate 35 milioni di anni fa (la temperatura è ferma sui 15 gradi in tutte le stagioni), sono tra le più importanti dell'Italia del sud, immerse nel polmone verde degli Alburni, tra il Vallo di Diano e il Parco Nazionale del Cilento. Grazie alla loro particolare conformazione, non hanno mai subito danni dai terremoti o da calamità naturali. Questo fa sì che all'interno di questi cunicoli si sia più al sicuro che fuori: lo sapevano i nostri antenati dell’età della Pietra e del Bronzo, che scelsero di costruire qui le loro particolari palafitte, in una cavità sotterranea.



Il fascino misterioso di Pertosa non è sfuggito neanche al re dell’horror italiano. Dario Argento ci ha costruito qualche anno fa il set per Il Fantasma dell’Opera, rimasto intatto e ammirabile per gli appassionati del genere. L’ambiente viene ancora utilizzato per spettacoli particolari: è il caso di una singolare e suggestiva messa in scena dell’Inferno di Dante, che viene rappresentata interamente nella penombra della cavità.



Da qualche anno nello spazio intorno alle Grotte sorge l’avveniristico Mida, un sistema museale integrato che consente un tour virtuale tra la diverse ere geologiche, a forte impatto spettacolare, visitato in prevalenza da scolaresche, a scopo didattico.




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