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4/12/2008

Da bene confiscato a contenitore della memoria storica: nasce il Museo Archeologico di Cirò

La struttura, dedicata a Filottete, mitico fondatore dell’antica Chone, espone pregevoli reperti protostorici e greci

Locandina di presentazione dell'evento
Locandina di presentazione dell'evento

La storia e il mito dell’antica Chone, ovvero l’odierna Cirò, in provincia di Crotone, rivivranno da venerdì 5 dicembre nel nuovo Museo Civico Archeologico e Polo Culturale della città, ospitato nelle sale di un immobile confiscato a una potente famiglia malavitosa: oltre a essere testimonianza dell’evoluzione del territorio, la struttura museale è simbolo della trasformazione sociale e contenitore della memoria storica collettiva. L’inaugurazione avverrà alle 11 alla presenza del sottosegretario del Ministero dell’Interno Nitto Francesco Palma, del commissario straordinario di governo per la Gestione dei beni confiscati Antonio Maruccia, del prefetto di Crotone Luigi Varratta, del sindaco di Cirò Mario Caruso e del vescovo Domenico Graziani. Al termine dell’evento, nella Chiesa Madre Santa Maria de Plateis l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Cosenza eseguirà un concerto di musica classica diretto dal maestro Donato Sivo.


Simbolicamente dedicato a Filottete, mitico fondatore di Chone, il Museo si propone al pubblico quale centro promotore di attività mirate alla valorizzazione delle risorse locali, in partenariato con l’amministrazione comunale. I pregevoli materiali archeologici di provenienza protostorica e greco arcaica, assieme a reperti italici risalenti al IV-III secolo a.C., costituiscono il cuore dell’itinerario di visita, che consentirà al visitatore di ripercorrere le vicende storiche dall’Età del Ferro alla romanizzazione e di comprendere l’alta valenza di un territorio ricco di storia e tradizione.


La storia di Cirò e del suo comprensorio è fra le più interessanti e difficili dell’a rcheologia calabrese: attraverso dei pannelli illustrati si ricostruisce il momento dell’incontro tra Greci e indigeni, tra Età del Bronzo Finale ed Età del Ferro; protagonisti sono personaggi come Filottete, collegato al filone delle leggende troiane, per i Greci e i Chones – gente di stirpe enotria – insediati tra le alture di Cirò e la marina. Il periodo indicato è quello che precede la fondazione di Crotone nell’ultimo trentennio dell’VIII secolo a.C. ed è documentato con reperti che provengono dai corredi di sepolture all’interno di olle di varie dimensioni. La presenza greca, invece, è testimoniata sia dalla ceramica che dalle fonti – una piccola lamina iscritta – diffuse probabilmente fra il VII e V secolo a.C. Materiali di fabbrica italiota, assieme a segni dei Brettii, gente guerriera che indossava cinturoni in bronzo, sono testimonianza dei nuclei di abitanti osco-brettii, fortemente ellenizzati, che vivevano nel comprensorio tra metà del IV e tutto il III secolo a.C. Infine, i reperti che testimoniano l’i mportante ruolo dell’età costiera in epoca romana sono posti a termine del percorso di visita.


La nuova struttura museale è stata realizzata grazie ai fondi comunitari del “Programma operativo nazionale per la sicurezza del Mezzogiorno d’Italia”. L’i ntervento di recupero è stato destinato in primo luogo agli abitanti di Cirò e del suo territorio, che diventeranno i fruitori e gli attori delle principali attività che si svolgeranno nel museo, e successivamente all’intera regione e alle varie strutture turistiche. Il Programma è stato condotto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali in sinergia con il Ministero dell’Interno, il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, il Ministero dell’Economia e Finanze e il Ministero dello Sviluppo Economico. Il Programma, che ha interessato le regioni “Obiettivo 1” – Campania, Calabria, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna – e che ha visto il coinvolgimento degli enti locali e di altre istituzioni presenti sul territorio, si prefigge come finalità il concetto di “ sicurezza” del bene culturale applicato al patrimonio archeologico del Meridione, con caratteri di originalità rispetto al passato, poiché è stato posto l’accento sulla necessità di coinvolgere le molteplici realtà locali.





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