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13/5/2011

Il passaparola dei lettori diventa social network

Gli appassionati di lettura scambiano opinioni in rete, un fenomeno in crescita che anche gli editori non possono più ignorare

Il passaparola è lo strumento attraverso il quale si vendono più libri, anche se le sue regole sfuggono. Non stupisce, quindi, che il mondo dell'editoria guardi con crescente attenzione ai social network dedicati alla lettura; anche se, contemporaneamente, la comunità dei lettori vuole spazi liberi dall'ufficialità delle recensioni e dagli inviti commerciali. L'incontro"I social network del libro in Italia", organizzato da BookRepublic nell'area Invasioni mediatiche - Book to the future del Salone di Torino, traccia un quadro dei social networking della lettura, nel quale si stanno affacciando nuove realtà, ad affiancare quelle più consolidate come aNobii o GoodReads.



Se aNnobii è il leader con 300 mila utenti in tutto il mondo, centomila dei quali nel nostro paese, entro la fine del mese debutterà un progetto tutto italiano: Zazie.

La principale novità? Si potranno catalogare e cercare i libri non solo in base alle consuete chiavi di ricerca – autore, titolo, genere – ma anche in base agli stati d'animo e alle situazioni di lettura. Con l'aiuto della community si potrà andare in cerca del libro più adatto per il momento e l'occasione, il libro per ridere o per riflettere, quello per il viaggio on the road o per la vacanza a cinque stelle, spiega Barbara Sgarzi, giornalista e animatrice del progetto.

Un altro punto di forza è l'e-book, senza il quale il sito nascerebbe già vecchio.



Il successo delle reti di lettori, prosegue Sgarzi, è dovuto al fatto che «quello che ci dicono i nostri pari ha per noi più valore», principio che vale per le più diverse categorie di prodotti. Facebook è fondamentale anche per la comunità dei lettori, benché in prospettiva dovrebbero essere favoriti strumenti più verticali per argomenti e per interessi. Il social network, infatti, si rivela utile anche per i casi in cui la lettura non è solo un piacere personale, ma serve per motivi di studio o professionali.



Anche le case editrici non possono più ignorare il fenomeno dei social network di lettori e stanno cercando di esplorare modalità di comunicazione alternative. Gli editori potrebbero avere un ruolo in queste reti, a patto, precisa ancora Sgarzi, «di entrarci in punta di piedi», imparare a parlare con i lettori e non solo con gli autori e i professionisti, rispettare la volontà di un dialogo aperto.
Il sito aNobii
Il sito aNobii

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