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21/12/2011

Cento anni d’arte a Valle Giulia

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma festeggia un secolo con un nuovo allestimento. La collezione è esposta in tre settori cronologici e in sale monografiche: meno opere in mostra ma più risalto ai grandi protagonisti e alle avanguardie. L’itinerario di visita punta sull’atmosfera, assicurata da variazioni di colori e luci

È trascorso un secolo dall’apertura della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, avvenuta nel 1911 in occasione dell’E sposizione Internazionale di Belle Arti, quando la più grande collezione di arte contemporanea italiana, nata nel 1883, venne trasferita dal Palazzo delle Esposizioni nell’attuale sede progettata dall’architetto Cesare Bazzani. Il 20 dicembre hanno preso il via i festeggiamenti di Cento anni a Valle Giulia”, programma che racchiuderà diverse iniziative.



Particolarmente significativo è il nuovo ordinamento, realizzato su progetto di Maria Vittoria Marini Clarelli, che si è occupata degli aspetti museologici, e di Federico Lardera, che ha lavorato su quelli architettonici e grafici, con il finanziamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e di Arcus.



La Galleria riapre, così, al pubblico dopo il periodo di chiusura per il riordino delle collezioni, necessario a distanza di più di dieci anni dal precedente e condotto tenendo conto dei risultati delle indagini svolte dall’Osservatorio sul pubblico della Gnam, istituito nel 2005. Dalle rilevazioni è emersa soprattutto la necessità di maggiore chiarezza. Per rispondere a questa esigenza ed eliminare la problematiche relativa alla difficoltà di orientamento negli ambienti museali, sono stati ideati nuovi percorsi, con l’obiettivo di favorire un impatto più coinvolgente e stimolante.



Il progetto del nuovo allestimento non riguarda l’architettura del museo; punta, invece, in prima istanza sull’atmosfera, attraverso variazioni di colori e di luci che offrono una particolare percezione visiva. I visitatori, inoltre, vengono guidati da una nuova combinazione fra segnaletica e apparati didattici bilingui.



Per quanto riguarda il nuovo itinerario di visita, il pubblico è immediatamente accolto da un’introduzione al museo, seguita da tre settori cronologici e da alcune sale monografiche dove vengono esposte per lo più opere provenienti da donazioni di artisti e collezionisti.



La sezione introduttiva si sviluppa nella Sala delle Colonne, dove si assiste a un’i nterpretazione
del museo nell’ottica di un artista contemporaneo: in occasione della riapertura, vi è stata collocata l’installazione di Alfredo Pirri Passi, con un pavimento a specchi su cui si riflettono i visitatori e le sculture ottocentesche. Il salone centrale è, invece, all’insegna della provocazione, con la sezione intitolata Scusi ma è arte questa”, che trae il titolo dall’omonimo libro di Giorgio De Marchis, presentando opere che hanno suscitato scandali e polemiche, tra cui quelle di Duchamp, Burri, Fontana, Manzoni e Vedova.



Il percorso espositivo prosegue poi lungo i corridoi anulari, che presentano i ritratti di artisti e letterati del XIX e del XX secolo, conducendo ai tre settori cronologici: Il mito, la storia e la realtà 1800-1885”nell’ala sinistra a partire dall’i ngresso principale; “Verso la modernità 1886-1925”, nel lato opposto, e “Un altro tempo, un altro spazio 1926-2000.



I settori comprendono anche sale tematiche trasversali, che toccano argomenti diversi, dal mito alla guerra, dal concetto di natura a quello di materia. A riguardo, è da segnalare una delle novità del riallestimento: un’area consacrata all’esposizione dell’intero corpus di Medardo Rosso.



L’allestimento presentato rende visibili meno opere rispetto a quello precedente, ma valorizza alcuni protagonisti del mondo dell’arte, così come le avanguardie, che hanno maggiore visibilità.



Una variante anche per quel che riguarda le mostre temporanee, in passato ospitate anche in uno dei saloni centrali: ora sono, invece, presentate nell’ala laterale. La giornata di apertura ha visto l’inaugurazione di quattro rassegne: Arte in Italia dopo la fotografia 1850 al 2000"; “Gianfranco Baruchello. Certe idee”; “Pino Pascali e Arte Povera alla Gnam”; “Costellazione Transavanguardia: Gnam”. Tra le inaugurazioni, anche la scultura di Mauro Staccioli dedicata a Roma, nel parterre dinanzi alla facciata principale.



Infine, è da sottolineare un'altra scelta significativa, ovvero il riallestimento del deposito dei dipinti dell’Ottocento,che a partire da fine gennaio 2012 potrà essere visitato previa prenotazione.



Per l’occasione, è stata realizzata una guida Electa, organizzata in ordine alfabetico, con oltre cento voci e trecento immagini, articolata per macrocategorie: artisti, movimenti, sistema dell’arte, storia del museo e temi.
Pirri, Passi, Sala delle colonne, Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma
Pirri, Passi, Sala delle colonne, Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma

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