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24/4/2008

“L’Annunciazione” di Antonello da Messina, un secolo di interventi

Il capolavoro restaurato in mostra a Roma per pochi giorni prima del ritorno a Siracusa, nel Museo Bellomo

Dopo un lungo intervento di restauro, eseguito dall’Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro (ex Icr), torna al suo antico splendore l’Annunciazione di Antonello da Messina. L’opera sarà visibile nella mostra dal titolo “Antonello, Annunciazione: il restauro. Omaggio a Cesare Brandi”, nei giorni 24, 28, 29 e 30 aprile, nel Complesso monumentale di San Michele a Ripa di Roma, prima del suo ritorno al Museo Bellomo di Siracusa.


Commissionata ad Antonello da Messina nell’agosto del 1474 da Giuliano Mancini per la Chiesa della SS. Annunziata di Palazzolo Acreide nel siracusano, il dipinto, raffigurante l’Annunciazione, fu terminato entro dicembre dello stesso anno. Della paternità dell’opera si perse la memoria fino alla seconda metà dell’Ottocento, quando gli studiosi locali iniziarono ad avanzare ipotesi sull’attribuzione ad Antonello da Messina, ipotesi confermata nel 1903 a seguito del ritrovamento del documento di commissione.


Nel 1907 l’opera fu acquistata dallo Stato e destinata al Museo Archeologico di Siracusa, sottraendola al degrado in cui si trovava. Le condizioni del dipinto erano tali che Luigi Cavenaghi dovette procedere alla rimozione della pellicola pittorica, trasferendola dal supporto in legno, ormai in pessimo stato a causa dell’umidità, ad uno in tela. Nel 1936 l’opera fu inviata al Regio Gabinetto dei Restauri degli Uffizi a Firenze, luogo in cui il restauratore, Augusto Vermeher, intervenne al fine di consolidare l’aderenza della pellicola pittorica al supporto e rimuovendo, con una seconda pulitura, le integrazioni pittoriche eseguite in epoche successive. Ma il restauro del 1936 non portò a una soluzione soddisfacente, al punto che il ministro dell’Educazione Nazionale dispose il trasporto all’Icr di Roma nel 1942. Rimangono nella memoria le parole di Cesare Brandi, che mise in evidenza quanto la metodologia e la tecnica fossero insufficienti a impedire il degrado dell’opera.


Un successivo intervento, avvenuto con tecniche differenti, è stato effettuato nel 1986-87 da Ernesto Geraci, sotto la guida di Gioacchino Barbera. Nell’ambito di una giornata di studio, organizzata durante i festeggiamenti del centesimo anniversario della nascita di Brandi, sono state illustrate alcune ipotesi virtuali di reintegrazione delle lacune e previste le idonee condizioni di conservazione nell’ambiente in cui è abitualmente esposta, ovvero il Museo Bellomo di Siracusa.
Antonello da Messina - L'Annunciazione dopo il restauro
Antonello da Messina - L'Annunciazione dopo il restauro

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