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Focus

3/1/2011

Firenze inaugura “Un anno ad arte”

Al via con una mostra dedicata al disegno il programma espositivo del Polo Museale Fiorentino. A Genova l’antologica di Giuseppe Puglisi. Prorogata a Milano la collettiva di scultura del XXI secolo

Leonardo da Vinci: Testa femminile, 1470
Leonardo da Vinci: Testa femminile, 1470

Inizia a Firenze la sesta edizione del programma espositivo "Un anno ad arte", a cura del Polo Museale Fiorentino, che propone anche per il 2011 una serie di mostre che hanno origine da riflessioni e approfondimenti ispirati dalla natura e dalla consistenza dei luoghi e delle collezioni, di cui la Soprintendenza è responsabile. Aprirà, dall'8 marzo al 12 giugno, la mostra al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi: "Figure, memorie, spazio. Disegni da Fra’ Angelico a Leonardo", un'occasione unica per confrontare i capolavori da antologia, conservati a Firenze e al British Museum, mai prima d’ora esposti contemporaneamente in un’unica sede. L’intento è di guardare ai decenni compresi tra gli inizi del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento dal punto di vista del disegno, affermatosi come espressione artistica dotata di una propria autonomia, in un’epoca così importante per la definizione dei pilastri portanti della modernità artistica e culturale.


Sulle arti applicate, anzi sull’arte per eccellenza del “commesso di pietre dure” verte la mostra "Dagli splendori di corte al lusso borghese. L’Opificio delle Pietre Dure nell’Italia Unita", allestita dal 17 maggio all’11 settembre presso la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti, in cui, come contributo al 150° dell’U nità d’Italia, si mette a fuoco la problematica transizione che l’Opificio dovette affrontare quando, esaurita la committenza della corte, si convertì alla creazione di piccoli grandi capolavori per la classe borghese in ascesa.


Alla Galleria dell’Accademia, la mostra su "Lorenzo Bartolini. Scultore del bello naturale" indaga, dal 31 maggio al 6 novembre, attraverso l’opera del sommo scultore dell’Ottocento toscano, i temi eterni del bello ideale e dell’ispirazione alla natura.


Al quinto centenario dalla nascita di Giorgio Vasari e Bartolomeo Ammannati, due artefici di massima rilevanza, cosmopoliti, che dopo una operosa gioventù di viaggi per l’Italia si posero al servizio del duca Cosimo de’ Medici, è dedicata, invece, la mostra "Vasari, gli Uffizi e il Duca", allestita nella Galleria degli Uffizi dal 14 giugno al 30 ottobre; sempre per la stessa occasione sarà presentata  la storia e l’attualità dello straordinario sistema architettonico-urbanistico del Complesso Vasariano che si estende tra Palazzo Vecchio e l’Arno.


Nel Museo Nazionale del Bargello saranno esposte le sculture di Bartolomeo Ammannati Leda col cigno, la Tomba Nari e soprattutto la Fontana di Giunone composta da sei figure allegoriche e mitologiche.


"Il Tesoro del Cremlino" è ospitato dal 27 maggio all'11 settembre presso il Museo degli Argenti. A conferma del clima di collaborativa reciprocità, i musei fiorentini invieranno al Cremlino una mostra di tesori dei Medici, coordinata dal Museo degli Argenti.


Il ciclo di esposizioni si concluderà con la mostra itinerante "La bella Italia. Arte e identità delle città capitali" che dall'11 ottobre al 4 marzo, chiuderà le manifestazioni, dedicate all'Unità d'Italia, invadendo "pacificamente" tutti gli spazi espositivi dei musei di Palazzo Pitti, la “reggia” di Firenze che fu dei Savoia dopo l’Italia unita.


Dai tesori rinascimentali di Firenze all’arte contemporanea: apre a Genova nel Palazzo Ducale la mostra “Puglisi. Il Mediterraneo. Coste e costellazioni”, curata da Marco Goldin e promossa dal Comune di Genova, dalla Fondazione Palazzo Ducale e da Linea d’ombra. Dal 9 al 30 gennaio è possibile ammirare opere che rappresentano i paesaggi del bacino del Mare Nostrum in una varietà di forme e luoghi; il percorso espositivo si snoda fra giardini, aiuole, rose osservati fra le coste francesi e quelle liguri. Giuseppe Puglisi, nato a Catania nel 1965, ha realizzato quadri di delicata bellezza sul paesaggio urbano e naturale, come testimoniano i 40 lavori presenti in questa antologica, dedicati in particolare alla vastità dello spazio e alla duttilità morbida della luce. La caratteristica più importante che emerge nella sua ricerca pittorica è il recupero di una luce più atmosferica e morbida, che si accentua nelle opere realizzate dal 2000. Negli ultimi due anni, invece,  Puglisi ha approfondito ulteriormente l’indagine sul paesaggio naturale, dedicandosi al paesaggio vulcanico dell’Etna e ai cieli notturni carichi di stelle, dei quali questa antologica reca suggestiva testimonianza. I lavori più recenti sono spesso città viste con un’osservazione a volo d’uccello o parti di costa terrestre osservata sempre da un punto di vista alto. In questa dialettica continua Puglisi cerca di rappresentare l’imprendibile densità dello spazio che si frappone tra queste due realtà immaginando poeticamente un atlante del cielo, del mare e della terra.


Infine, rimanendo nel campo dell’arte contemporanea, è stata prorogata fino al 14 febbraio la mostra "La scultura italiana del XXI secolo" allestita a Milano presso la Fondazione Arnaldo Pomodoro. Aperto dallo scorso 20 ottobre, il percorso espositivo a cura di  Marco Meneguzzo indaga, attraverso le opere di 80 artisti, da Nunzio a Dessì, da Cattelan ad Arienti, da Beecroft a Cecchini, da Demetz a Simeti, le ultime tendenze italiane nel campo delle discipline plastiche. La mostra  si pone in linea di ideale continuità con la precedente, allestita nel settembre del 2005, dedicata alla scultura italiana del XX secolo.




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