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7/3/2011

L’antico Egitto e le scoperte italiane

A Orvieto una mostra dedicata al fascino della terra dei faraoni e al ruolo della nostra egittologia pre e post unitaria. A Roma, per le celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità, il “ Nabucco” di Verdi diretto da Muti

Alla riscoperta della terra dei faraoni: a Orvieto (Terni), dal 12 marzo al 2 ottobre, nelle sedi della Fondazione per il Museo Claudio Faina e della Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto, si può visitare la mostra “Il fascino dell’Egitto”, che attraversa tremila anni di storia dell’umanità, con circa 250 reperti, alcuni di elevato rilievo storico-archeologico, provenienti da una quindicina di musei e istituzioni culturali italiane. Coordinato da Giuseppe Della Fina, direttore scientifico della Fondazione per il Museo Faina, e curato dalle egittologhe Elvira D’Amicone della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo di Antichità Egizie di Torino e Massimiliana Pozzi della Società Cooperativa Archeologica, il percorso espositivo evidenzia l’importante ruolo che gli egittologi dell’Italia pre e post-unitaria hanno impresso nelle campagne di scavo nei pressi delle sponde del Nilo.


Dall’archeologia alle perle del Rinascimento: apre a Firenze dal 7 marzo al 12 giugno alla Galleria degli Uffizi “Figure memorie spazio Disegni da Fra’ Angelico a Leonardo”, la mostra che include disegni tardogotici di grandi artisti vissuti dal Trecento fino ad opere definite dal Vasari «proprie della maniera moderna» del Cinquecento.



Sessanta opere della produzione giovanile di Picasso, Miró, Dalí e oltre cento schizzi picassiani sono in mostra, invece, dal 12 marzo al 17 luglio a Palazzo Strozzi. “Picasso Miró Dalí. Giovani e arrabbiati: la nascita della modernità” è una mostra con un allestimento molto particolare, poiché è strutturata come un film composto da flashback che rinviano a una serie di incontri e incroci tematici.



La Fondazione Magnani Rocca propone nella sua sede Traversetolo (Parma), con oltre cento opere, un’ampia rassegna dedicata ad “Antonio Ligabue - Genio e Follia”. Oli, disegni, incisioni e sculture mostrano le “diverse anime” dell’artista che ha tramutato in opera d’arte il fango del Po.



“Tamara de Lempicka - La regina del moderno” è l’esposizione, allestita a Roma al Complesso del Vittoriano dal 11 marzo al 10 luglio, che propone circa 90 dipinti e 30 disegni della regina del moderno.



Sempre nella Capitale, il Museo Hendrik Christian Andersen propone, dal 9 marzo al 29 maggio, “Mikhail Koulakov - La spiritualità del segno. Opere dal 1960 al 2010”, dedicata al percorso dell’artista a partire dalla produzione degli anni Sessanta in Russia a quella successiva al suo trasferimento in Italia nel 1976, ponendo in risalto l’influenza che l’ambiente artistico e culturale del nostro paese ha esercitato sulle sue opere.
 
Nel segno del legame tra inerzia ed estasi è l’esposizione di Maurizio Carriero “Esercizi di inerzia”, a Trento nella Galleria d’arte il Castello. Dal 12 marzo si possono ammirare nei dipinti dell’a rtista figure esiliate e imprigionate in riquadri che ridefiniscono le normali coordinate spazio-temporali, in un rapporto rareffato col mondo esterno. Travagli fisici e spirituali, anime inquiete: sono questi i soggetti che popolano le tele di Carriero, in mostra fino al 5 maggio.
 
Forti valenze simboliche, enigmatiche e sacrali caratterizzano le opere di Giordano Montorsi in mostra a Reggio Emilia dal 12 marzo al 2 aprile, presso La Galleria 8,75 Artecontemporanea. Opere su carta, inedite e non, affiancate da una scultura-oggetto intitolata Oltre: il giardino, costituiscono il percorso espositivo, in cui si avverte una matrice pittorica aniconica e si fondono presenze dai tratti zoomorfi, vaghe e mutevoli.
 
Dal 12 marzo al 3 aprile è in mostra anche Massimo Canuti, artista di Guastalla, che presso il complesso monumentale del Mauriziano, espone le sue opere in “Già sulle rive dello Xanto…”, omaggio a un frammento lirico di Alceo (VII secolo a.C.), in cui il sentimento della natura impregna tutte le parole del testo. In circa quaranta opere, piccoli paesaggi, come relitti di cose e di corpi, mostrano l’arte pittorica di Canuti; la preferenza per la materia povera lo ha condotto a privilegiare il cartone alla tela.
 
In occasione dei festeggiamenti dell’Unità d’Italia a Roma al Teatro dell’Opera debutta il 12 marzo il Nabucco di Giuseppe Verdi. Fino al 24 marzo Riccardo Muti, con la regia di Jean-Paul Scarpitta, dirige l’opera rappresentata per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano il 9 marzo del 1842. Grandiosa e solenne, l’opera, con i temi della patria oppressa e della riscossa nazionale, decretò il successo del suo compositore.
 
Infine, uno sguardo al cinema: in sala dall’11 marzo Gangor, un film di Italo Spinelli che racconta la storia del fotoreporter Upin, inviato nel Bengala occidentale per immortalare lo sfruttamento e la violenza subita dalle donne tribali. Il fotoreporter, avendo pubblicato la foto di Gangor, una donna colta nell’istante in cui allattava il suo bambino, scoprirà di essere diventato lo strumento di quella violenza, che avrebbe voluto denunciare.
Lara Guirao, Fabrizio Rizzolo, Isabella Tabarini, Marc Perrone, Luigi Liprandi, Danilo Bertazzi sono invece gli interpreti del film Le stelle inquiete, regia di Emanuela Piovano, ispirato alla breve vita della filosofa francese Simone Weil. La storia narra del “periodo incantato” che la Weil visse, sottraendosi dai periodi più cupi della storia, a seguito dell’incontro con Gustave, detto “il filosofo contadino”, e con sua moglie Yvette.




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