Condividi
  • Facebook
  • Twitter
1/8/2011

Bianco-Valente al Festival Euromediterraneo

Un intervento site specific nel Convento domenicano di Altomonte al centro di una rassegna di installazioni contemporanee. Il murale di Milwaukee di Keith Haring inmostra a Chieti. In scena a Firenze la rassegna Circomusica

Antico e contemporaneo in contrapposizione e in dialogo fra loro: alcune delle iniziative in programma nella settimana seguono questo filo conduttore. Nel Convento dei Domenicani di Altomonte (Cosenza),  dal 6 agosto al 12 settembre, è ospitata la mostra “Invasione One”, a cura di Giovanni Viceconte,  che propone l’esposizione di video e videoinstallazioni di Giuseppe Colonese, Marco Lamanna, Silvia Camporesi, Gabriele Pesci, Luca Christian Mander, Sanja Lasic, Michela Pozzi, Dario Lazzaretto, Lino Strangis e Filippo Berta, artisti selezionati dall’Archivio Art Hub, un progetto del portale Undo.net . L’intera rassegna ruota attorno a un intervento site-specific, realizzato da Giovanna Bianco e Pino Valente. L’i niziativa rientra nell’ambito del Festival Euromediterraneo.

 
Un altro viaggio fra l’antico e il contemporaneo è proposto dal Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo - La Civitella di Chieti. Trenta metri di lunghezza per due metri e mezzo di altezza: sono li misure di un’opera colossale realizzata dall’a rtista statunitense Keith Haring nel 1983, in occasione dell’apertura del Museo Haggerty di Milwaukee. Dal 30 luglio fino al 19 febbraio è in programma la mostra “Keith Haring: il murale di Milwaukee”: negli spazi museali è possibile ammirare l’iconografia artistica di Haring e il suo approccio alla pittura. L’iniziativa è promossa dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Abruzzo, dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Abruzzo, dalla Regione Abruzzo e dal Comune di Chieti, organizzata da Alef - Cultural project management di Milano, in collaborazione con il Patrick and Beatrice Haggerty Museum of Art e la Marquette University di Milwaukee.


Anche le biblioteche aprono le porte nel mese di agosto per far conoscere i propri ambienti, la storia e le collezioni conservate; dal 2 al 31 agosto la Biblioteca delle Oblate di Firenze organizza  una passeggiata attraverso gli storici ambienti dell'ex convento;  oltre alle visite guidate si segnala l’iniziativa “Donne che scrivono di donne”, incontri di lettura supportati da proiezioni, per illustrare, mercoledì 3 agosto alle ore 18 nella Sezione Contemporanea al primo piano, la figura di Bianca Cappello, una delle figure femminili più controverse dell’Italia tardo cinquecentesca.

 
Uno sguardo all’arte circense con “Florilegio: Circomusica - Rassegna di circo e world music”, che va in scena sempre a Firenze nell’Anfiteatro delle Cascine, dal 2 al 6 agosto. L’antico e coloratissimo mondo del circo, della musica “gipsy”, delle contaminazioni fra i generi, della spontaneità, dell’arte come valore sociale oltre che estetico, della festa e della buona musica vive nell’incontro di progetti artistici e suggestioni eterogenee, con l’obiettivo di fondere nuove influenze e antiche tradizioni. 

Martedì 2 e mercoledì 3 agosto, alle ore 21.30, apre il sipario il Fekat Circus - Circo Contemporaneo di Addis Abeba, che presenta “Makeda e l’acrobatica fuga dell’arca”, uno spettacolo di arti circensi, musica e danze, dove la giovane compagnia si cimenta con la storia, la tradizione e le leggende del proprio paese, in un intreccio giocoso con le ottime abilità tecniche dei singoli componenti. Fekat Circus, che significa “circo in fiore”, è per la prima volta in Europa con questa nuova produzione, che segna un passaggio importante nel cammino di questa giovane compagnia, erede della grande e raffinata tradizione circense etiope, ma interprete di un proprio modo di rappresentarla, con uno sguardo al passato e al contempo un balzo in avanti alla ricerca di una propria dimensione artistica. La straordinaria compagnia è frutto di un progetto di recupero sociale e crescita artistica per centinaia di bambini delle zone più povere delle città. Un’iniziativa di rilievo artistico e sociale, poiché il progetto di arte circense della compagnia di Addis Abeba rientra in un più ampio programa del Ciai - Centro Italiano Aiuti all’Infanzia che prevede la costruzione di uno spazio abitativo e formativo per bambini e adolescenti senza dimora, che lavorano con musica, acrobatica e giocoleria.


Uno sguardo al teatro e alla musica con tre eventi costruiti seguendo il medesimo dialogo fra antico e moderno: ad Ascoli Piceno, nel Teatro Romano, apre il sipario, il 2 agosto,  Monica Guerritore che si esibisce in Dall’Inferno… all’Infinito, con testi di Dante Alighieri, Pier Paolo Pasolini, Patrizia Valduga, Elsa Morante, Cesare Pavese, Giacomo Leopardi, Guillaume Apollinaire. La potente forza creativa dell’immaginazione accompagna e forse spiega la discesa nel nero, nell’intima natura umana, che Dante traduce in versi nei canti iniziali dell’Inferno nella Divina Commedia. La forza della musica di Wagner, che unisce tutta la performance, diventa motore emotivo, che amplifica il tormento delle passioni amorose (Paolo e Francesca), dell’a bbandono (La tentazione della Valduga), della ferocia, come nel canto del conte Ugolino. Seguono le figure materne e paterne, tratte da Pasolini e Morante. Il tutto rende la ricerca e il racconto interiore e poetico di maestri lontani tra loro per epoca come un'unica grande anima che racconta le infinite vie della testimonianza del sé. Le parole di Umberto Eco e del grande psicanalista Umberto Galimberti accompagnano nella comprensione del nostro inferno interiore e dell’infinito intuito.


Dal teatro agli eventi folkloristici; sempre Ascoli Piceno ospita dal 6 al 7 agosto la tradizionale rievocazione della Giostra della Quintana. Momenti e tempi ricalcano il percorso rituale delle antiche celebrazioni cittadine, puntualmente descritte negli Statuti e nei documenti anzianali medioevali: il giuramento, la lettura del bando, la “mostra” del nuovo Palio e il corteo, le gare degli sbandieratori e degli arcieri, le feste nelle taverne di sestiere, la cerimonia dell’offerta del cero grosso del comune e dei ceri delle corporazioni al vescovo, la benedizione dei cavalieri e il sorteggio dell’ordine di assalto al saracino. Oggi come ieri, la città vive la sua manifestazione con grande vitalità, bellezza coreografica e col fascino di suoni e colori.


Un’ultima occhiata alle tradizioni popolari raccontate in un’altra area archeologica; si conclude il 6 agosto nel Nuovo Teatro dei Templi dell’Area Archeologica, il Paestum Festival che alle ore 21.30 porta in scena la storia del brigantaggio nell’ Italia Meridionale con il concerto di Eugenio Bennato. L’artista partenopeo, fondatore del celebre movimento Taranta Power e accurato ricercatore della musica del Sud, ha da qualche mese pubblicato il volume Brigante se more in cui sono contenuti i suoi studi sui suoni e i rituali del Sud di ieri e di oggi. Un viaggio a ritroso effettuato tra terre impervie e soleggiate, rievocato anche nei suoi concerti,  che racconta la storia di alcuni fra i personaggi più combattivi di fine Ottocento, come i briganti Ninco Nanco, Carmine Crocco e Michelina De Cesare.



Articoli correlati
Keith Haring: Murale
Keith Haring: Murale

torna all'inizio del contenuto