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5/11/2011

INTERVISTA

Renzo Ragghianti: "Le biblioteche dei filosofi, l'hardware del laboratorio delle idee"

Parla il coordinatore del progetto di ricerca e digitalizzazione sulle Biblioteche filosofiche private in età moderna e contemporanea realizzato da un gruppo di studiosi della Normale di Pisa e dell’Università di Cagliari. Sono online cataloghi relativi a circa 200 raccolte appartenute ad autori classici come Leonardo, Montaigne, Galileo, Spinoza, Herder, Voltaire, Kant, Goethe, Hegel, Nietzsche, ma anche a intellettuali più vicini come Gramsci, Unamuno, Garin, Luporini, Momigliano, Preti

di Gianluca Pacella

Un progetto innovativo destinato a lasciare traccia nel mondo scientifico e culturale. È l’a uspicio di un gruppo di studiosi della Scuola Normale Superiore di Pisa e dell’Università degli Studi di Cagliari che nell’ultimo quadriennio hanno lavorato a un’ indagine sulle Biblioteche filosofiche private in età moderna e contemporanea. Il progetto ha dato vita a una digital library finalizzata a mettere a disposizione online cataloghi di biblioteche appartenute a filosofi, scienziati e intellettuali. A parlare dell’esperienza e dei risultati sin da ora accessibili a un più vasto pubblico, è Renzo Ragghianti della Scuola Normale, coordinatore, insieme ad Alessandro Savorelli, del progetto.
 
Con quali finalità è nata l’idea di un’indagine sulle biblioteche filosofiche private?
 
«Il gruppo di ricerca si propone di rendere accessibili in rete e su supporto informatico cataloghi di biblioteche private di filosofi, scienziati ed eruditi, raccolte nel corso degli ultimi quattro secoli. Un’indagine intorno alla letteratura filosofica presente nelle biblioteche private in età moderna e contemporanea permette di inserirsi in un campo di ricerche a lungo trascurato, oggi tuttavia oggetto di sempre maggiore interesse, come mostrano, tra l’altro, le recenti pubblicazioni di importanti biblioteche come quelle di Schelling e di Nietzsche. Cataloghi ed inventari di biblioteche, una volta selezionati e resi disponibili alla comunità scientifica, potranno essere proficuamente utilizzati per la ricostruzione storica del profilo culturale di singoli autori, delle loro fonti, dei loro contatti, per seguire la circolazione libraria e per acquistare dimestichezza con la fisionomia intellettuale di un'epoca, quello che è stato talora definito il “canone letterario” di un’età o di un determinato spazio storico e geografico. Il catalogo della biblioteca di filosofi, scienziati ed eruditi rappresenta, in certa misura, l’h ardware del laboratorio delle loro idee in relazione alla cultura del tempo, ma la ricerca non intende privilegiare solo il momento della “biografia intellettuale” o della mera erudizione, bensì agevolare indagini di storiografia filosofica e di “storia delle idee”. I cataloghi delle biblioteche di filosofi che confluiscono nel progetto sono di varia natura: cataloghi manoscritti (redatti dai possessori o da altri), inventari notarili, cataloghi d’asta, cataloghi a stampa curati da studiosi ed eredi, ma anche cataloghi topografici di biblioteche informatizzati, ai quali si accede attraverso un semplice link. Ogni catalogo o inventario di biblioteca è introdotto da una breve scheda bio-bibliografica sul possessore. La pubblicazione di ogni elaborato è però soggetta all’esame di un comitato editoriale e garantita da un accordo di copyright tra editori ed autori».
 
Quando ha preso il via il progetto e quali sono i partner?
 
«Il progetto ha cominciato a strutturarsi circa quattro anni or sono e, per le sue intrinseche caratteristiche, è in continuo sviluppo. L’iniziativa nasce da un gruppo di studiosi della Scuola Normale di Pisa e dell’Università degli Studi di Cagliari, ma la banca dati è aperta alla collaborazione di tutti gli studiosi che si riconoscano nelle finalità della ricerca ed un invito alla collaborazione è esplicitamente formulato. Il successo dell’iniziativa dipenderà infatti dal più ampio coinvolgimento di singoli ricercatori e centri di ricerca, attraverso l’a rricchimento dei materiali bibliografici e biblioteconomici. Le implicazioni metodologiche e teoriche del progetto sono state a lungo dibattute nell’ambito di un convegno svoltosi a Cagliari dal 21 al 23 aprile 2009 i cui atti sono ora raccolti nel volume Biblioteche filosofiche private in età moderna e contemporanea a cura di Francesca Maria Crasta presso la casa editrice Le Lettere».
 
In che modo è stato sostenuto il progetto, con finanziamenti pubblici, privati o con entrambi?
 
«L’iniziativa è stata sostenuta dalla Scuola Normale per il primo biennio con uno stanziamento di circa 20mila euro; un analogo stanziamento copre anche il secondo biennio. In un primo momento abbiamo potuto usufruire anche di un contributo della Fondazione Banco di Sardegna».
 
Come è strutturata la ricerca e che tipo di collaborazioni sono state attivate per l’a cquisizione del materiale?
 
«Come ho detto, oltre il nucleo redazionale che ha operato una prima ricerca a tappeto su inventari e cataloghi di biblioteche, si è attivamente incoraggiata la collaborazione di tutti quegli studiosi che si riconoscono nella finalità della ricerca al fine d’implementare la banca dati. Il buon esito dell’iniziativa dipende dall’ampia partecipazione di singoli ricercatori e centri di ricerca. La collaborazione di studiosi europei ed americani ha già permesso un notevole arricchimento del sito; si è attivata anche una richiesta di collaborazione sistematica a un’ampia rete di biblioteche europee ed americane (sia nazionali, che locali, universitarie, specializzate o di settore), che sta dando i primi frutti».
 
Il materiale digitale è completamente accessibile e libero all’utenza internet?
 
«Gli inventari, digitalizzati o in formato Pdf, sono stati riversati in un archivio digitale, consultabile liberamente. Va detto, inoltre, che ad ogni catalogo o inventario è associata una scheda informativa sul possessore della singola biblioteca e l’indice del catalogo stesso. In particolare in questo periodo stiamo lavorando a perfezionare la fruibilità delle informazioni: sarà così presto possibile, a partire dall’indice, portarsi direttamente all’interno stesso del catalogo ed eseguirvi ricerche mirate. Inoltre, il sito, in italiano, inglese, spagnolo, francese e tedesco, si propone di superare le barriere linguistiche».
 
Al momento quante schede sono comprese nel sito web?
 
«Sono presenti cataloghi o inventari relativi a circa 200 biblioteche di filosofi, scienziati ed eruditi; le schede relative ai singoli possessori possono contenere ulteriori materiali documentari (saggi, interventi etc.) in formato Pdf».
 
 Da quale periodo storico partono i documenti di archivio?
 
«La raccolta di cataloghi di biblioteche private abbraccia un arco temporale assai vasto, che va dai primi decenni del Cinquecento (con qualche puntata a ritroso al periodo umanistico) sino alle ultime decadi del Novecento. In via del tutto esemplificativa, sin da ora sono consultabili le biblioteche di grandi classici come Leonardo, Montaigne, Galileo, Spinoza, Herder, Voltaire, Kant, Goethe, Hegel, Nietzsche, ma anche di intellettuali a noi assai più vicini come Gramsci, Unamuno, Garin, Luporini, Momigliano, Preti».
 
Per implementare il materiale informativo pensate anche, in via sperimentale, a forme di collaborazione sul modello del web 2.0?
 
«È un’ipotesi che deve essere vagliata dal gruppo redazionale congiuntamente alla nostra équipe di tecnici informatici. In ogni caso il materiale dovrà sempre essere sottoposto a un rigido controllo redazionale prima di essere pubblicato».
 
Avete in cantiere altri progetti complementari e di ausilio al progetto realizzato?
 
«Ovviamente dobbiamo continuare ad incrementare il sito. Per l’immediato futuro è allo studio l’organizzazione di un secondo convegno tematico che illustri gli obiettivi fin qui raggiunti e progetti le nuove funzionalità».
“Biblioteche filosofiche  private in età moderna e contemporanea”, Casa editrice "Le Lettere"
“Biblioteche filosofiche  private in età moderna e contemporanea”, Casa editrice "Le Lettere"

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