Muore a Lisbona Tabucchi, addio allo scrittore innamorato di Pessoa
Il 25 marzo, è morto a Lisbona all’età di sessantotto anni, Antonio Tabucchi, scrittore, massimo esperto e traduttore dell’opera di Fernando Pessoa, autore di romanzi, racconti, saggi e testi teatrali di fama internazionale. Le opere del grande scrittore, nato a Pisa nel 1943, sono state, difatti, tradotte in quaranta lingue, compresi il giapponese, cinese, ebraico e dal 2000 è stato candidato dal Pen Club italiano al Nobel per la letteratura, ricevendo, inoltre, importanti riconoscimenti, tra cui il Premio letterario Frontiere-Biamonti 2010, il Premio Campiello e il Premio Viareggio-Rèpaci, nonché i numerosi premi in Francia, come il Prix Médicis Etranger per Notturno indiano, fino al Nossack dell’Accademia Leibniz in Germania, per arrivare, tra gli altri, a quello per la libertà di opinione “Francisco Cerecedo” assegnato annualmente dal Principe delle Asturie. Dal 1978, inizia ad insegnare all’Università di Genova, per divenire professore cattedratico presso l’Università di Siena e svolgere l’attività didattica presso rinomate università straniere. Dato il successo dei suoi romanzi, dalle sue opere sono stati tratti diversi film, a partire da Sostiene Pereira (Feltrinelli), vincitore del Premio Super Campiello, del Premio Scanno e del Premio Jean Monnet, che ha ispirato Roberto Faenza per il film omonimo, interpretato da Marcello Mastroianni e Daniel Auteuil, così come altri registi del calibro di Alain Corneau, Alain Tanner, Fernando Lopes o Giorgio Strehler e Didier Bezace per il teatro.
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