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4/7/2012

Romano Sambati, "Lacrimae rerum"

A trent’anni esatti dal percorso di ricerca sul De rerum natura di Lucrezio, Romano Sambati presenta con “Lacrimae rerum” l’ultimo risultato della sua attività pittorica e scultorea. Il nuovo ciclo, ospitato dal 7 luglio al 7 settembre a Lequile (Lecce), a Palazzo Andrioli, trae il nome da un celebre verso dell’Eneide di Virgilio, «Lacrimae rerum», includendo dipinti e sculture realizzati negli ultimi sei anni, dopo che nel 2006 una mostra nella chiesa leccese di San Francesco della Scarpa aveva proposto una riflessione sugli aspetti essenziali del paesaggio salentino. “Lacrimae rerum” si presenta come una discesa nel profondo di uno spazio in cui è bandito qualsiasi elemento di riconoscibilità geografica e in cui appaiono tracce di presenze umane, figure di argilla, in una resa estremamente estenuata, spoglia, che frustra sistematicamente ogni tentativo di lettura familiarizzante. La mostra è a cura di Emanuele Coppola con l’allestimento di Andrea Rollo. 


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