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18/1/2018

San Teonisto, tornano a casa i dipinti trafugati da Napoleone

Sono tornate a San Teonisto, antica chiesa di Treviso, 19 delle 22 opere pittoriche che erano patrimonio dell’edificio monastico sino alla sottrazione napoleonica del 1810, quando il monastero benedettino venne demanializzato e le opere d’arte confiscate. Finirono dapprima a Parigi, per andare poi a Milano, dove furono distribuite tra Brera e Castello Sforzesco, una fu in seguito destinata a Roma, altre rientrarono a Treviso, al locale Museo Civico. L’odissea delle opere rientrate a casa è, poi, continuata: dal museo trevigiano le tele furono riposizionate nell’originario luogo di culto. Ma, durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 1944, la chiesa venne colpita da un terribile bombardamento alleato; recuperati dalle macerie, i dipinti furono trasferiti al Museo Civico che li ha custoditi fino a oggi. Ora tornano sui muri per i quali erano stati dipinti, restituiti nella loro originaria bellezza da un intervento di restauro di cui si è fatta carico la Fondazione Benetton. Le grandi tele furono commissionate nel corso del Seicento dalle monache benedettine che avevano eretto il convento e la chiesa di San Teonisto a illustri pittori dell’epoca quali Jacopo Lauro, Carletto Caliari, Matteo Ingoli, Bartolomeo Scaligero, Pietro della Vecchia, Ascanio Spineda, Alessandro Varotari detto il Padovanino, Matteo Ponzone, Paolo Veronese e Antonio Fumiani. Una delle pale d’altare, però, Le nozze di Santa Caterina del Lazzarini, resta nelle sale dei Musei Trevigiani. In sostituzione di essa, dalla Pinacoteca giunge la pala della Madonna del Rosario e i santi Domenico e Rosa di Jacopo Lauro; una sostituzione non casuale, poichè questa pala era già stata collocata in San Teonisto allorché un dipinto della stessa chiesa era finito al Castello Sforzesco di Milano, dove ancora è conservato. All’appello mancano ora tre capolavori: il Martirio di Santa Giuliana di Jacopo Lauro, ora di proprietà dello Sforzesco, la pala dell’altare maggiore di Jacopo Palma Martirio dei Santi Teonisto, Tabra e Tabrata (1603) finita nella chiesa di Brusuglio e Le Nozze di Cana di Paolo Veronese e bottega (1580), è custodita nella Sala Gialla di Palazzo Montecitorio. 

 




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