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2/1/2018

"Glorie di carta", i disegni per arazzi della famiglia Barberini

Fino al 22 aprile le Gallerie Nazionali di Arte Antica di Roma dedicano una mostra alla storia dell’arazzeria Barberini dal titolo “Glorie di carta. Il disegno degli arazzi Barberini”, inaugurata lo scorso 20 dicembre e curata da Maurizia Cicconi e Michele Di Monte. All’interno del percorso museale, un’intera sala sarà dedicata all’allestimento dei cartoni preparatori per le più importanti serie di arazzi realizzate dalla fabbrica impiantata a Roma nel 1627 dalla famiglia Barberini. Nello stesso periodo il Ritratto di Clemente XIII e Ritratto di Don Abbondio Rezzonico saranno prestati alla mostra “Il Tesoro di Antichità. Winckelmann e il Museo Capitolino nella Roma del Settecento” in programma a Roma, ai Musei Capitolini. In mostra tre cartoni preparatori, ciascuno appartenente a uno dei cicli che ritraggono le Storie di Costantino, la Vita di Cristo e le Storie di Urbano VIII. Le serie prescelte sono le più importanti delle sette volute dal cardinal Francesco e prodotte dall’arazzeria Barberini, lungo un arco di circa cinquant’anni di attività. I cartoni, che escono per la prima volta dai depositi dopo vent’anni, costituiscono un’occasione per conoscere una delle più fastose committenze della famiglia, ancora poco nota al grande pubblico. Sebbene la tecnica della tessitura ad arazzo abbia origini antichissime, nel Seicento divenne strumento di ostentazione dello status sociale delle famiglie altolocate: possedere un’arazzeria era segnale di grande prestigio e ricchezza. Grandi pittori e artisti dell’epoca erano chiamati a dipingere il disegno preparatorio dell’arazzo: è il caso del ciclo con le Storie di Costantino, alla cui intera ideazione sovrintese Pietro da Cortona. La serie della Vita di Cristo è opera di Giovan Francesco Romanelli, e viene rappresentata in mostra dalla Natività, mai esposta al pubblico fino ad ora. Il ciclo di arazzi con la Vita di Urbano VIII, progettato dalla scuola di Pietro da Cortona, era destinato a decorare il grande salone di Palazzo Barberini. In mostra anche il Ritratto di Urbano VIII di Pietro da Cortona, in prestito dai Musei Capitolini, e la Visita di Urbano VIII al Gesù (1642-1643) di Andrea Sacchi, Jan Miel e Antonio Gherardi, esposta l’ultima volta negli anni Ottanta del Novecento.

 




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