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13/7/2018

“Yesterday, Today, Tomorrow”, il colore dagli anni Quaranta a oggi

Fino al 21 luglio è ancora possibile visitare la mostra “Yesterday, Today, Tomorrow”, inaugurata lo scorso 27 aprile presso la Galleria d’Arte 2000 & Novecento di Reggio Emilia. La collettiva, attraverso le opere di tredici autori selezionati, illustra l’uso del colore nella pittura italiana dagli anni Quaranta ad oggi.Tre sezioni distinte, ricerche ed espressioni artistiche differenti, proposte eterogenee che, pur nella loro diversità, risultano complementari l’una all’altra. La parte storica comprende due opere del 1946 di Galliano Mazzon, due tempere su tela e su cartoncino, rispettivamente di Mario Nigro e Carla Accardi, e due opere di Fausto Melotti riferibili agli anni Settanta. A completare il gruppo, una tela di Giulio Turcato del 1971, un paesaggio di Carlo Mattioli, caratterizzato da una grande matericità, colori intensi e dipinto al limite della sinestesia, ed un olio su tela del 1988 Piero Dorazio, artista che ha incarnato per una vita la ricerca dell’astrattismo italiano. La sezione “Today” pone l’attenzione su opere recenti di Enrico Della Torre e Valerio Adami: lavori a sviluppo geometrico di Della Torre accostati a Looking to the east di Adami, il cui stile si distingue nell’uso di una materia cromatica in stesure piatte, lisce e continue, all’interno di nette recinzioni nere delimitate dal disegno. Concetto e disegno confluiscono pertanto inscindibilmente nell’impianto artistico-narrativo del quadro suggerendo un forte e sicuro impatto comunicativo ed emotivo. A queste ricerche, si aggiungono un dipinto di Walter Valentini e diversi lavori di Giorgio Griffa, al centro di importanti rassegne italiane e internazionali. Dell’artista torinese sono esposti, in particolare, due acquerelli su cartoncino e un acrilico su tela di grandi dimensioni. Aprono, infine, al divenire le sculture da parete di Paola Pezzi, realizzate attraverso il meticoloso assemblaggio di matite colorate, e un grande paesaggio contemporaneo del 2002 di Andrea Chiesi, S.P.K. 38, dipinto in maniera lenta e rigorosa, in cui tempo e memoria si fondono con i concetti di impermanenza e vacuità.

 




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