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Fotonotizia

31/1/2018

“Pausa sismica”: Belìce, 50 anni dopo

Melo Minnella, Gibellina 1968; © Melo Minnella
Melo Minnella, Gibellina 1968; © Melo Minnella

In occasione del cinquantesimo anniversario del terremoto del Belìce, la Fondazione Sant’Elia di Palermo ospita dal 28 gennaio al 13 marzo la mostra “1968/2018 Pausa sismica. Cinquant’anni dal terremoto del Belìce. Vicende e visioni”. Il progetto espositivo, curato dalla Fondazione Orestiadi e coprodotto dalla Fondazione Sant’Elia, in collaborazione con il Comune di Gibellina (Trapani), si articola in sezioni e si caratterizza per la pluralità di linguaggi artistici: pittura, scultura, teatro, foto, video, poesia, musica, architettura e installazioni contemporanee. Si parte dalla cronaca: la notte del terremoto, tra il 14 e il 15 gennaio 1968, con gli scatti dei fotografi - Enzo Brai, Nino Giaramidaro, Melo Minnella, Nicola Scafidi - che l’indomani si precipitarono nella valle tra Palermo e Trapani; i primi video delle Teche Rai, le foto di Letizia Battaglia nella baraccopoli. Si prosegue con l’arte, con opere, fra i tanti, di Renato Guttuso, Mario Schifano, Mimmo Rotella, Toti Scialoja; bozzetti di sculture e frammenti di scenografie di Arnaldo Pomodoro, Domenico Paladino, Pietro Consagra, Emilio Isgrò per le Orestiadi; il progetto urbanistico per Gibellina Nuova, il Cretto di Alberto Burri, i versi dei poeti, la musica, l’archivio orale e molto altro ancora.



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